Con il voto in Ungheria di questo weekend, che ha decretato il trionfo dell’europeista Péter Magyar, si chiude l’era — durata ben sedici anni — dell’ormai ex premier Viktor Orbán. Una votazione dall’esito spiazzante e largamente inatteso, visto che il neoeletto ha letteralmente stravinto, conquistando il 53,6% delle preferenze contro il 37,7% ottenuto da Orbán e assicurandosi anche la “supermaggioranza” dei due terzi dei seggi.
A spoglio pressoché concluso, il suo partito Tisza si aggiudica 138 seggi sui 199 in palio. Il premier uscente, con il suo partito Fidesz, si ferma a un misero 55 seggi, mentre l’ultradestra di Mi Hazánk (Nostra Patria) ne ottiene appena 6.
In Ungheria trionfa Magyar e mette fine all’era Orbán
Tra i fattori che più hanno inciso sul risultato c’è la crescente diffidenza degli ungheresi nei confronti del loro ex leader, che recentemente ha spinto su riforme autoritarie, alimentando un continuo braccio di ferro con l’Unione europea in chiave anti-Zelensky e filo-Putin, oltre a mantenere una forte vicinanza con il presidente statunitense Donald Trump.
A suggerirlo è anche l’affluenza record, che ha sfiorato l’80%, segnale evidente della stanchezza dell’elettorato, ora in attesa di una svolta. Resta tuttavia da capire se questo cambiamento si concretizzerà davvero: Magyar è stato a lungo militante di Fidesz e ha sempre sostenuto politiche nazionaliste e conservatrici.