“Non ho paura di Trump”. La ferma risposta di Papa Leone XIV all’attacco del presidente Usa. E aggiunge: “Serve un nuovo corso della storia”

“Troppa gente sta soffrendo, qualcuno debba alzarsi e dire che c'è una via migliore”. Così Papa Leone XIV ha risposto agli attacchi di Donald Trump

“Non ho paura di Trump”. La ferma risposta di Papa Leone XIV all’attacco del presidente Usa. E aggiunge: “Serve un nuovo corso della storia”

Serve “un nuovo corso della storia, oggi più urgente che mai, a fronte di continue violazioni del diritto internazionale e di tentazioni neocoloniali. Le persone e le organizzazioni che dominano sugli altri – questo l’Africa lo sa bene – distruggono il mondo”. Parole pronunciate ieri da Papa Leone XIV durante il primo incontro con le Autorità ad Algeri, in Algeria, dove era sbarcato poche ore prima.

Il Papa “Non sono un politico, ma promuovo la pace”

“Non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi”, ha poi aggiunto in un secondo discorso ufficiale il Pontefice.

“Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”, ha continuato, “In tutto il mondo tendono a manifestarsi dinamiche opposte, di fondamentalismo o di secolarizzazione, per le quali molti perdono il senso autentico di Dio e della dignità di tutte le sue creature”, ha aggiunto il Vescovo di Roma, secondo il quale lo scopo da raggiungere è “sempre lo stesso: la pace. Lo dico per tutti i leader del mondo: cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione”.

Una ferma risposta all’incredibile attacco di Donald Trump

Parole che ci si potrebbe aspettare da un Papa, ma che ieri hanno assunto una valenza molto diversa, perché giunte poche ore dopo l’inusitato e incredibile attacco a Leone XIV sferrato dal presidente Usa, Donald Trump, con l’immancabile post sul suo social Truth, accompagnato da una foto generata dalla IA del presidente Usa, nei panni di Gesù, che redime l’inferno… Un bombardamento sociale che ha terremotato la politica planetaria a causa della violenza delle parole di Trump, per il quale Robert Francis Prevost, from Chicago, il primo papa Usa, è “terribile”, “debole contro la criminalità” e “terribile in politica estera”.

“Non voglio”, ha calcato la mano Trump, “un Papa che pensa che l’Iran possa avere l’arma atomica; non voglio un Papa che pensa che sia terribile che l’America abbia attaccato il Venezuela (…) Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché sto facendo quel che avevo promesso di fare e per cui ho stravinto le elezioni”.

Per concludere con un “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua elezione è stata una sorpresa: è stato scelto dalla Chiesa solo perché americano, e perché hanno pensato che lui fosse il modo migliore per avere a che fare con il Presidente Donald J. Trump. Se non fossi stato alla Casa Bianca, lui non sarebbe Papa”.

Al tycoon non sono andate giù le critiche alla guerra in Iran

A scatenare la furia del tycoon, le critiche sempre più esplicite del Pontefice alla Casa Bianca per il conflitto in Iran, sfociate in quella denuncia della “follia della guerra” contenuta nell’appello per la pace lanciato sabato scorso.

Leone XIV: “Non ho paura di Trump”

In realtà Prevost aveva risposto a Trump già ieri nel primo pomeriggio, sul volo che da Roma lo stava portando in Algeria. “No, non ho paura dell’amministrazione Trump, o di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo, che è quello che credo di dover essere qui a fare, per cui la Chiesa è qui. Noi non siamo politici, non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva ma come costruttori di pace”, aveva detto ai giornalisti.

“Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”, aveva aggiunto con molto calma, “Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”.

E anche l’universo Maga attacca il presidente Usa

Intanto contro Trump si scatenava la diplomazia vaticana, anche quella più vicina al presidente Usa. Quelle di Trump sono parole “del tutto inappropriate e irrispettose”, tanto che “dovrebbe scusarsi”, ha postato su X il potente vescovo Robert Emmet Barron, considerato molto vicino al mondo Maga. “Raccomanderei caldamente che i cattolici seri all’interno dell’amministrazione Trump – il segretario Marco Rubio, il vicepresidente JD Vance, l’ambasciatore Brian Burch e altri – si incontrino con funzionari vaticani affinché possa avere luogo un vero dialogo. Questo è di gran lunga preferibile rispetto alle dichiarazioni sui social media”. Un appello abbastanza chiaro, se non per il tycoon, per il suo l’entourage…