Dopo essere stata scaricata da Donald Trump, su cui aveva scommesso tutta la sua linea di politica estera, dopo aver tagliato i ponti anche con Israele con la sospensione del memorandum sulla Difesa, dopo aver assistito alla sconfitta dell’amico ungherese Viktor Orban, a Giorgia Meloni non resta che aggrapparsi a Volodymyr Zelensky e tentare così un riavvicinamento all’Europa, i cui principali leader l’hanno finora snobbata anche per la sudditanza mantenuta fino a qualche giorno fa nei confronti della nuova amministrazione Usa.
A Meloni non resta che Zelensky. Giorgia conferma il sostegno a Kiev e dice: “Un Occidente diviso è un regalo a Mosca”
A Zelensky Meloni ha ribadito il suo sostegno senza se e senza ma. “In questi 4 anni la posizione dell’Europa e dell’Italia è stata sempre la stessa al fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni. Non è solo un dovere morale ma una necessità strategica” perché “è in gioco anche la sicurezza dell’Europa”, ha detto la premier. “L’Italia continuerà a promuovere in sede G7 e di Unione europea la pressione economica nei confronti della Federazione russa”, ha incalzato. Allo stesso modo – ha aggiunto – “continueremo a lavorare per garantire l’erogazione del sostegno finanziario deciso dal Consiglio Ue, che è uno strumento fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’Ucraina. Una crisi finanziaria di Kiev produrrebbe danni incalcolabili anche per l’Europa”.
A sostegno del processo di adesione di Kiev all’Ue
L’Italia sostiene il processo di adesione dell’Ucraina all’Ue. E promette a Zelensky di ragionare assieme per una cooperazione nell’ambito della difesa “soprattutto nel settore dei droni, su cui l’Ucraina in questi anni è diventata nazione guida”. Meloni replica indirettamente anche all’ex amico Donald. “L’Italia intende continuare a fare la sua parte per arrivare a soluzioni condivise, che tutelino la sovranità di Kiev che assicurino la solidità dell’alleanza euro atlantica perché un Occidente diviso, un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”, dichiara.
La frecciata di Giorgia a Trump
E sull’Iran, su cui Trump ha denunciato il disinteresse dell’Italia verso l’ipotesi che il Paese si doti di un arsenale nucleare, ha detto: “Continuiamo a credere nella validità del cessate il fuoco tra Iran, Stati Uniti e rispettivi alleati, nutriamo la speranza che il negoziato di pace possa riprendere, anche se in un contesto sicuramente non facile. L’Italia è, voglio ribadirlo, pronta a fare la sua parte. E’ fondamentale per la nostra sicurezza oltre che per quella di Israele e dei Paesi del Golfo che l’Iran non possa dotarsi di armi nucleari. E’ fondamentale la libertà di navigazione su cui stiamo lavorando con i partner europei, abbiamo offerto la nostra disponibilità quando ovviamente lo consentiranno le condizioni di sicurezza”. Per poi spiegare che proprio nei momenti difficili “l’amicizia fra popoli fratelli fa la differenza”. Come quella tra Italia e Ucraina.
Zelensky ringrazia
Zelensky ringrazia “Giorgia” per la sua leadership “che aiuta noi e aiuta anche l’Europa in generale ad attraversare questo momento di crisi” e per i suoi “sforzi personali per proteggere l’Europa e gli interessi europei”. Poi sui social ha ribadito il concetto: “Nei primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Italia ha fatto una chiara scelta di valori – a favore della vita, a favore della nostra difesa. Lo sentiamo in ogni decisione, in ogni espressione di sostegno e solidarietà con il nostro popolo. Sono grato per tutta l’assistenza all’Ucraina”.
Solidale anche il Colle
Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rinnovato al presidente ucraino “non soltanto il sentimento di amicizia profonda che lega Ucraina e Italia ma anche il grande sostegno, la vicinanza piena dell’Italia al suo Paese, a quanto sta facendo con grande resistenza e grande eroismo”, lodando la fermezza del sostegno del governo italiano a Kiev espressa qualche ora prima dalla premier in persona.