Le Lettere

Povera Giorgia

Trump lancia insulti senza precedenti al Papa, ma nemmeno questo è riuscito a scuotere la “madre cristiana”. C’è voluta quasi una giornata perché Meloni pronunciasse mezza parola di condanna.
Enza Perretti
via email

Gentile lettrice, Meloni vede i suoi amici crollarle intorno con Trump che deraglia paurosamente e Orbàn trombato in Ungheria. E in Italia nessuno l’aiuta. Tajani è desaparecido, forse è ancora ad Arcore, sequestrato dalla famiglia-azienda. Arriva Salvini e dice che non è lecito attaccare il Papa, però tutti sanno che lui attaccava Papa Francesco tre volte la settimana. Giorgia quindi è sola e non ce la fa. Ieri mattina, dopo il post contro Leone XIV, aveva fatto un comunicato augurando al Papa buon viaggio in Africa e auspici per la pace e la fine di tutte le guerre, senza mai nominare Trump. Credeva di aver dato il solito colpo alla botte e al cerchio e invece l’hanno sgamata tutti, quasi certamente anche in Vaticano. Conte chiede: “Meloni che fa? Anche stavolta non approva e non condanna?”. A quel punto, nel pomeriggio, Giorgia emette un nuovo comunicato in cui finalmente prende un po’ le distanze dall’amico Trump, però con la furbizia di far credere che lo avesse già fatto in mattinata mentre se ne era ben guardata. Nel testo pomeridiano dice: “Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole di Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica ed è giusto e normale che invochi la pace e condanni ogni forma di guerra”. Che fatica, povera Giorgia, e nessuno che l’aiuti.

Inviate le vostre lettere a: redazione@lanotiziagiornale.it