Nel 2025 il valore complessivo delle autorizzazioni per movimentazioni di materiali d’armamento per l’Italia è stato pari a 11,141 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 8,44 miliardi del 2024. Della cifra complessiva, 9,164 miliardi di euro riguardano movimentazioni in uscita (con un aumento del 19,14% rispetto ai 7,691 miliardi del 2024) e 1,977 miliardi di movimentazioni in entrata in Italia (con un aumento del 165,86 % rispetto ai 743,775 milioni del 2024). È quanto emerge dalla nota breve del Servizio studi del Senato. Si tratta di un approfondimento sulla “Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, riferita all’anno 2025”, presentata il 25 marzo dal governo.
Lo scorso anno è schizzato il valore dell’import di armi dell’Italia
Fra i principali Paesi destinatari delle esportazioni italiane nel 2025, il Kuwait, che nel 2024 era appena 76esimo, occupa il primo posto, con 2,6 miliardi di euro di autorizzazioni. A seguire, la Germania occupa la seconda posizione, con 526,2 milioni di euro (in aumento rispetto ai 357 milioni di euro dello scorso anno, quando occupava il quinto posto fra i Paesi di destinazione), gli Stati Uniti la terza, con 363,2 milioni di euro (rispetto ai 159 milioni di euro dello scorso anno, quando il Paese occupava il dodicesimo posto), l’Ucraina la quarta con 349 milioni di euro (in aumento rispetto ai 221,1 milioni di euro dell’anno precedente) e la Francia la quinta con 346,4 milioni di euro (in diminuzione rispetto ai 591,1 milioni del 2024).
Le categorie di armamenti vendute
Fra le categorie di materiali di armamento più significative nell’attività di esportazione nel 2025 si annoverano gli aeromobili (per 3.214 milioni di euro), la missilistica (per 820 milioni di euro), i veicoli terresti (per 783 milioni di euro), le munizioni (per 604 milioni di euro), le armi e i sistemi d’arma (per complessivi 529 milioni di euro), le apparecchiature elettroniche (per 507 milioni di euro), i prodotti software (per 359 milioni di euro) e le tecnologie per lo sviluppo e la produzione (per 264 milioni di euro).
Tra i primi paesi da cui importiamo c’è Israele al quinto posto
In relazione alle aziende esportatrici, i dati del Maeci, si legge, evidenziano come le prime 15 società esportatrici abbiano un peso finanziario pari al 90,44% sul totale del valore esportato. I primi dieci operatori del settore nel 2025 sono stati Leonardo (con il 54,09%), Iveco defence vehicles (con il 7,44%), Rwm Italia (con il 4,62%), Mbda Italia (con il 3,17%), Elettronica (con il 3,16%), Mes (con il 2,66%), Rheinmetall Italia (con il 2,25%), Avio (con il 2,19%), Wass submarine systems (con l’1,87%) e Northrop grumman Italia (con l’1,83%). Con riguardo alle importazioni, la relazione evidenzia come nel 2025 il valore delle 556 licenze individuali di importazione sia stato di 1,98 miliardi di euro. Tra i primi cinque paesi ci sono: Svizzera, Usa, Regno Unito, Kuwait e Israele.