Eurostat conferma il deficit al 3,1%. L’Italia resta sotto infrazione Ue

Il deficit dellโ€™Italia nel 2025 รจ stimato dall'Eurostat al 3,1% del Pil. Roma resta sotto procedura e ora finanziare il riarmo รจ un problema

Eurostat conferma il deficit al 3,1%. L’Italia resta sotto infrazione Ue

L’attesa รจ finita e il verdetto dellโ€™Eurostat sul dato del deficit dello scorso anno, a cui erano appese le ultime speranze dell’Italia di uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo, รจ stata una doccia gelata per il governo. Eurostat ha stimato il rapporto deficit/Pil dell’Italia al 3,1% per il 2025, dal 3,4% del 2024. Un calo non sufficiente a centrare lโ€™obiettivo di uscire dalla procedura, ovvero Roma rimarrร  sorvegliata speciale. E Giorgia Meloni, freddata dalla notizia, se la prende con l’Istat e con il Superbonus.

“Il paradosso รจ che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilitร , questo accadrร  anche per il 2025, rivelandosi una beffa per lโ€™Italia e per gli italiani. E fa arrabbiare constatare che, anche prendendo per buone le attuali stime Istat, saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato lโ€™esborso di miliardi di euro per il superbonus”, dice in un post sui social la premier.

L’Eurostat gela il governo: Roma non esce dalla procedura per deficit eccessivo

“Io aiย miracoliย ci credo”, aveva detto il ministro dellโ€™Economia Giancarlo Giorgetti, osservando che in passato la realtร  ha superato le previsioni. Il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, aveva auspicato che “chi teme il 3,1% si troverร  il 2,9%”. “In questi anni abbiamo compiuto un lavoro enorme per rientrare dall’eccesso di deficit – ha detto Foti a La7 – e mi auguro che i dati possano certificare un rientro anticipato”. ย Nulla di tutto questo. Giorgetti รจ costretto a prenderne atto. ย “Per quanto riguarda il 3-3,1% di cui si รจ molto discusso: come diceva Boskov rigore รจ quando l’arbitro fischia. Quindi l’arbitro ha deciso il rigore, puoi essere d’accordo o no, ma queste sono le regole del gioco”, ha dichiarato.

Ora finanziare le spese militari sarร  un problema

E ora che il rigore รจ stato fischiato, che succede? L’uscita dall’iter avrebbe consentito, in particolare, di attivare la clausola di salvaguardia che permette di escludere gli investimenti nella difesa dalla spesa pubblica netta. Per l’Italia sono in ballo circa 12 miliardi nei prossimi tre anni. In assenza di questa clausola, rispettare gli impegni presi con la Nato diventa piรน complesso. Giorgetti ha sempre auspicato, alla luce dello shock energetico e dei conflitti in atto, che lโ€™Europa fosse piรน flessibile ma per ora Bruxelles alla richiesta di sospensione del Patto di stabilitร , firmato dal duo Giorgetti-Meloni, ha risposto picche.

L’Europa non intende fare sconti a Roma

In particolare, ha detto Giorgetti, sulla spesa per la difesa “in epoca normale, ante 28 febbraio 2026, il tutto collimava in un percorso in cui si avviava la procedura di uscita e quindi la prospettiva era quella di rimanere sempre sotto il 3% attivando la clausola di difesa. Oggi la clausola di difesa, oltre le misure per fronteggiare lo shock energetico sono valutate in una diversa prospettiva. E io tenderei a valutarle inevitabilmente in modo coerente e in modo comune. In Europa fino a questo momento la vedono diversamente e ne prendo atto, per ora”. Dunque, allo stato attuale lโ€™unico modo per finanziare le spese militari rimarrebbe lo scostamento di bilancio cui il ministro leghista ha fatto riferimento in passato piรน volte.

L’ipotesi per finanziare il riarmo rimane lo scostamento di bilancio

โ€œPer quanto riguarda le spese della difesa, io resto agli atti. Al momento in bilancio non c’รจ il famoso aumento delle spese di cui si parlava, c’รจ agli atti una risoluzione parlamentare che diceva di prevedere, qualora fosse attivata l’uscita dalla procedura – questo รจ il mandato del Parlamento – una prospettiva di progressivo incremento di spesa per la difesa”, ha spiegato il ministro dell’Economia. “A questo punto a brevissimo e immagino contestualmente alla risoluzione parlamentare che nelle prossime settimane approverร  e indicherร  i nuovi elementi, si dirร  se e come procedere per quanto riguarda le spese per la difesa”, ha aggiunto. “Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei”, ha poi replicato a chi gli domandava se, in caso di mancato intervento dell’Europa, l’Italia possa fare da sola sullo scostamento.