Tassa sui mini-pacchi, l’Italia fa cassa sulle spalle di cittadini e aziende

La doppia tassa - europea e italiana - sui mini-pacchi rischia di essere una beffa non solo per i consumatori, ma anche per aziende e Stato.

Tassa sui mini-pacchi, l’Italia fa cassa sulle spalle di cittadini e aziende

La doppia tassa sui mini-pacchi provenienti dai Paesi extra Ue rischia di portare piรน danni che benefici. Non solo per i consumatori, che si troverebbero a pagare un dazio di 5 euro su acquisti che dovrebbero essere economici, ma anche sulle entrate fiscali italiane e sulle aziende.

Il timore, infatti, รจ che la tassa italiana che entrerร  in vigore il primo luglio possa essere facilmente aggirata facendo perdere traffico di merci allโ€™Italia e di conseguenza portando meno gettito fiscale. Dal primo luglio, ricordiamo, รจ prevista la doppia tassa sui pacchi di un valore infiora ai 150 euro e provenienti dai Paesi extra-Ue. Per ora รจ tutto confermato, sia lato Ue che Italia.

Da una parte, quindi, ci saranno i dazi europei da 3 euro a pacco. Dallโ€™altra, si aggiunge la tassa italiana da ulteriori due euro a pacco. Sommando, ogni mini-spedizione costerร  5 euro in piรน ai consumatori. Una mossa che ha lโ€™obiettivo di arginare i giganti cinesi dellโ€™e-commerce come Temu, ma che avrร  un impatto anche sulle spedizioni provenienti da altri Paesi extra-Ue, come gli Stati Uniti.

La tassa europea: dazio da 3 euro sui mini-pacchi cinesi

Lโ€™Ue parte da un dato: il volume dei piccoli pacchi nellโ€™Unione รจ raddoppiato ogni anno dal 2022 e nel 2024 ha raggiunto un totale di 4,6 miliardi di micro-spedizione, di cui il 91% dalla Cina. Peraltro il dazio viene applicato su ogni singola categoria di articolo allโ€™interno di un pacco. Per capirci, non una tassa unica su tutto il pacco, ma se il pacco contiene piรน articoli ognuno di questi verrร  tassato di 3 euro nel caso in cui si tratti di merci di categorie diverse. E vale persino per prodotti simili: se vengono considerate merci differenti – per esempio vestiti ma di diverso materiale – la tassa รจ doppia.

Il paradosso italiano e il rischio di fare piรน danni che altro

Cโ€™รจ poi la tassa italiana, introdotta dal governo Meloni e rinviata allโ€™1 luglio. Segue lo stesso perimetro del dazio Ue e giร  per questo sembra quantomeno ridondante. Lโ€™impressione รจ che, trattandosi di qualcosa che viene giร  coperto con il dazio Ue, non sia altro che un sistema per far cassa. Non a caso nel 2026 lo Stato prevede un extra-gettito da 122,5 milioni che poi salirร  a 245 milioni a partire dal 2027.

La tassa italiana nasconde poi dei rischi, come ricorda il Sole 24 Ore, innanzitutto citando quanto giร  denunciato da Confetra e riguardante ciรฒ che accadrร  da luglio a novembre, considerando che proprio a novembre il dazio europeo sarร  pienamente effettivo. Con la tassa italiana il rischio รจ di perdere il 50% di traffico (come giร  sperimentato nei primi due mesi dellโ€™anno, prima del rinvio), con i corriere che hanno spostato i voli in altri scali europei per poi portare le merci in Italia via camion.

Se invece si cancellasse la tassa italiana, in attesa di quella effettiva Ue da novembre, lโ€™Italia recupererebbe interi volumi di traffico e incasserebbe comunque 38 milioni dai dazi europei. Anche Confcommercio si inserisce ora su questa traccia. Il presidente di Aice-Confcommercio, Riccardo Garosci, la doppia tassa รจ pericolosa e per questo chiede il rinvio di quella italiana.

Se, infatti, il dazio Ue viene ritenuto una โ€œmisura concretaโ€ e utile a โ€œmitigare la concorrenza sleale e tutelareโ€ le aziende italiane, diverso รจ il discorso per la tassa italiana. Il rischio รจ quello di un โ€œeffetto boomerang per le imprese e per le entrate dello Statoโ€ con un contributo aggiuntivo nazionale, a causa della possibile โ€œdistorsione di trafficoโ€ e di merci che entrano in Ue attraverso altri Paesi per poi arrivare in Italia, azzerando cosรฌ le entrate fiscali.