Il prezzo del gas resterà alto ancora a lungo. L’allarme viene lanciato da Nicola Dell’Acqua, presidente dell’Arera, in un’intervista a Repubblica. Il costo della materia prima, infatti, “non è tornato ai livelli precedenti alla guerra, intorno ai 27 euro al megawattora, e rimarrà su valori alti a lungo, intorno ai 50 euro, con picchi anche di 60 euro e oltre”.
Insomma, sul fronte del gas e di conseguenza delle bollette energetiche, c’è poco di cui star sereni. Un effetto inevitabile considerando che ogni crisi globale, come quella del Golfo, ci espone a rischi importanti “perché importiamo ancora molta energia”.
Gas a prezzi alti, allarme bollette: perché i costi non scendono
Circa il 60% della bolletta, ricorda Dell’Acqua, “dipende dalla materia prima. Reti, oneri e imposte pesano sul resto, ma l’Autorità può incidere solo su una parte limitata, meno del 20%. La vera variabile resta il prezzo dell’energia”. E su questo fronte, il presidente di Arera sottolinea che ci saranno interventi “anche sulla formazione del prezzo”.
“Abbiamo avviato un procedimento per adottare, da un lato, misure di prevenzione per migliorare il funzionamento dei mercati e evitare che sui prezzi dell’energia si possa speculare, e, dall’altro, un monitoraggio sistematico dei comportamenti degli operatori per rintracciare più tempestivamente quelli che adottano strategie scorrette”, annuncia il presidente dell’Autorità. La ricetta per Dell’Acqua è una sola: il costo dell’energia si riduce “producendo di più da fonti rinnovabili in Italia. In percentuale dovremmo avere molto più solare della Germania. Servono rinnovabili, accumuli, idroelettrico, batterie e anche l’eolico offshore: più energia da fonti rinnovabili facciamo in casa, meno dipendiamo dall’estero”.