Sondaggi politici, anche senza leader il campo largo resta in vantaggio sulle destre

Si stabilizza la situazione nei sondaggi. E il campo, pur non avendo ancora una leadership definita, resta davanti alle destre.

Sondaggi politici, anche senza leader il campo largo resta in vantaggio sulle destre

Una Supermedia di assestamento, come viene definita dagli stessi sondaggisti di YouTrend. Il che vuol dire che la situazione dei sondaggi tende ormai a stabilizzarsi dopo gli scossoni che hanno seguito il referendum sulla giustizia e il conseguente terremoto interno al governo, con le dimissioni chieste e ottenute dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nei confronti di ministri e sottosegretari.

L’ultima Supermedia di YouTrend per Agi evidenzia anche un altro elemento, in questo quadro di assestamento: il campo largo resta avanti, anche se di poco, rispetto alla coalizione di governo, pur non avendo ancora scelto un leader e non avendo quindi una sola figura di riferimento. Mentre si dibatte di programma e primarie, quindi, resta comunque il vantaggio sulle destre.

Sondaggi elettorali, Fratelli d’Italia resta in testa davanti al Pd

Fratelli d’Italia si stabilizza, quindi, intorno al 28%: un dato simile a quello delle europee ma molto più basso di quelli registrati nei mesi precedenti al referendum. Oggi il partito di Meloni si attesta al 28,2%, guadagnando un decimo di punto nelle ultime due settimane. Il Pd perde consensi (-0,2%) e si allontana leggermente, fermandosi al 22,4%.

In crescita c’è invece il Movimento 5 Stelle (+0,1%) al 12,8%. Prosegue il trend che vede Forza Italia in calo nelle ultime settimane: perdendo lo 0,3% si ferma all’8,3%. Ma è comunque di un punto davanti alla Lega, nonostante il tentativo di risalita del Carroccio: il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,1% e raggiunge il 7,3%. Verdi e Sinistra sono invece in calo dello 0,2% al 6,2%, mentre cresce Futuro Nazionale (+0,2%) al 3,5%, stabilmente sotto l’eventuale soglia di sbarramento del 3% della nuova legge elettorale ora in discussione in Parlamento.

Pochi movimenti tra gli altri partiti, fatta eccezione per la crescita di tre decimi di punto di Italia Viva, attualmente al 2,6%. Il partito di Matteo Renzi resta comunque dietro ad Azione (stabile al 3%) e davanti a +Europa (1,5%, stabile) e Noi Moderati (in lieve crescita all’1,1%).

La supermedia delle coalizioni: il campo largo resta davanti anche senza leader

Passando alle coalizioni, se facciamo riferimento a quelle del 2022 troviamo il centrodestra stabile al 44,9%, seguito dal centrosinistra al 29,9% e in calo di quattro decimi di punto. Poi i 5 Stelle al 12,8% e il Terzo Polo al 5,6%. Ma il quadro più realistico è quello delle coalizioni del 2026, con il campo largo che, pur perdendo lo 0,1%, resta davanti con il 45,3%. Seguito dal centrodestra, che è stabile al 44,9% e da Futuro Nazionale al 3,4% con Azione al 3%.