La peggiore stretta creditizia dal terzo trimestre del 2023. La guerra in Iran presenta il conto per imprese e famiglie anche sul fronte delle banche: gli istituti dell’area euro, a causa delle tensioni internazionali, hanno infatti inasprito le condizioni dei prestiti nel primo trimestre dell’anno. Con una forte stretta – peggiore delle attese – sul credito per le imprese e le famiglie. L’indagine della Bce sui finanziamenti del sistema bancario mostra una stretta per i prestiti alle imprese del 10%. E a peggiorare è anche il dato relativo ai prestiti alle famiglie, con una stretta sui mutui per la casa del 2% e addirittura del 15% per il credito al consumo.
La stretta delle banche sul credito: il peggio deve ancora venire
Inoltre è nettamente aumentata anche la quota di domande di prestito respinte, soprattutto sul fronte del credito al consumo. L’irrigidimento per le imprese ha riguardato soprattutto Spagna, Francia e Germania mentre in Italia la situazione è rimasta stabile. Ma il peggio deve ancora arrivare, perché nel secondo trimestre è atteso un ulteriore irrigidimento sia per le imprese che per i mutui. E stavolta non faranno eccezione le banche italiane, che si attendono infatti un “inasprimento marcato” delle condizioni di offerta. È inoltre attesa una flessione della domanda dei prestiti sia dalle imprese (per i minori investimenti) che dalle famiglie (per la minor fiducia).