Ora indagano per sapere se la grazia a Mainetti poggiava su fatti falsi. Ma perché non hanno indagato prima?
Walter Morano
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Gentile lettore, è in atto uno scaricabarile: il Quirinale lancia la patata bollente al Ministro Nordio, Nordio la lancia alla Procura generale di Milano e la Procura dice: “Siamo stati diligenti, ma magari non perspicaci”. A me pare che le colpe siano di tutti loro in concorso e non risparmino il Capo dello Stato, benché dispiaccia doverlo dire. Mattarella non è una suorina ingenua e non può essere stato raggirato. Tra 2025 e inizio 2026 il Quirinale ha ricevuto quasi 1.700 domande di grazia, per lo più da ergastolani. Ne ha concesse solo 16, tra cui quella a Minetti la quale – fatto oltremodo inconsueto – non era detenuta. Mattarella non sapeva chi fosse Minetti? L’epopea del bunga bunga con prostituzione minorile gli è sfuggita? E poi c’è un altro fatto eclatante: la grazia fu firmata a febbraio, ma insolitamente non ne fu data notizia. Fu scoperta da Mi Manda Rai Tre ad aprile. Perché tale segretezza? Qui cedo la parola a Marco Travaglio: “Mattarella presenziò ai funerali di Stato di B. pregiudicato e finanziatore della mafia… e non ha avuto scrupoli a graziare l’igienista dentale condannata per lenocinio e peculato senza che avesse scontato un giorno di pena; non s’è chiesto come si potesse affidare un bambino a una tizia che faceva orge con minorenni… e ha pure nascosto il suo atto… Forse si vergognava un po’?”. Credo che Mattarella, Nordio e la Procura generale di Milano debbano delle risposte all’opinione pubblica.
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