Donald Trump ha scompigliato ancora le carte e ha annunciato a sorpresa una “breve” sospensione di Project Freedom, l’iniziativa militare Usa che vuole scortare le navi commerciali fuori dallo Stretto di Hormuz, a un giorno dall’avvio dell’operazione. In un post su Truth, il presidente americano ha spiegato che la decisione si fonda in parte sul “fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo” con l’Iran.
Lo stop al Project freedom
Il Project Freedom, pertanto, “sarà sospeso per un breve periodo di tempo, al fine di verificare se l’accordo possa essere finalizzato e firmato”, ha scritto poi il tycoon. Le notizie sono altalenanti. L’ultima che arriva dal Wall Street Journal dice che Stati Uniti e Iran sarebbero vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. E in effetti Trump ha ipotizzato che gli Usa e l’Iran possano firmare l’accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio.
Trump e Netanyahu contro l’atomica all’Iran
“Stiamo facendo molto bene con l’Iran, vediamo se vogliono l’accordo”, ha detto Donald che, parlando alla Casa Bianca, ha aggiunto che “non permetteremo all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”. ‘’C’è pieno coordinamento con gli Usa e il presidente Trump, non ci sono sorprese. Condividiamo obiettivi comuni, e l’obiettivo più importante è rimuovere dall’Iran tutto l’uranio”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Donald crede in un accordo con Teheran che frena però sulle clausole della proposta Usa
Poco prima invece a gelare gli animi ci aveva pensato una notizia riportata dall’agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran, secondo cui “l’Iran non ha ancora risposto all’ultima proposta degli Stati Uniti, che contiene alcune clausole inaccettabili”. Ieri mattina una nave portacontainer francese, la Sant’Antonio, è stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato in un comunicato il colosso francese delle spedizioni Cma Cgm, spiegando che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e la nave ha subito danni. Intanto la portaerei americana Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo le capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente. La Ford dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post.
Navi che vanno e navi che arrivano
L’unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda. Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate a ridosso del Medio Oriente, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Intanto il gruppo navale francese della Charles de Gaulle ha attraversato il canale di Suez per avvicinarsi al Golfo nell’eventualità di un’operazione internazionale di pattugliamento dello Stretto di Hormuz. In serata un aereo da guerra della Marina statunitense ha aperto il fuoco e disattivato il timone di una petroliera iraniana che cercava di rompere il blocco dei porti iraniani imposto da Washington.