A Londra un uomo ha accoltellato due ebrei fuori da una sinagoga. L’antisemitismo è in aumento, ma l’Europa che fa? Niente?
Augusto Nassi
via email
Gentile lettore, userei il termine antiebraismo, perché antisemitismo è una parola fraudolenta: anche gli arabi sono semiti. Ma oltre all’antiebraismo, c’è anche un’escalation opposta, contro cristiani e musulmani. A Roma è stato arrestato un ebreo che il 25 aprile sparò contro due iscritti dell’Associazione Partigiani. In Israele un crocifisso demolito da un soldato, una suora pestata a pugni e calci da un fanatico ebreo, e a Pasqua i soliti sputi sulla processione: è un vero rigurgito anticristiano. Quanto all’antiebraismo, i leader europei sanno bene che è dovuto al fatto che Ue e Uk sono totalmente complici del genocidio israeliano. Molti rappresentanti delle comunità ebraiche, in Italia e altrove (per esempio Liliana Segre, Corriere della sera 29.11.24), sostengono che non ci sia genocidio a Gaza. Altri addirittura dicono che i palestinesi avrebbero conosciuto dal 7 ottobre 2023 un forte incremento demografico. Qui siamo alla follia. Detto ciò, la leadership europea non cambierà corso, perché è permeata dai poteri che si raccolgono intorno alla finanza ebraica mondiale e controllano la politica europea e statunitense. Esclusi molti ebrei moralmente integri, i sionisti si fanno forti dei poteri forti, ma sono una piccola minoranza della popolazione europea e statunitense ed è pensabile, da un punto di vista storico e sociologico, che a lungo andare rimarranno schiacciati dalla frana che loro stessi avranno provocato. Chi è cagion del suo mal, pianga sé stesso.