Olimpiadi 2030, Torino e Piemonte restano fuori: la Francia sceglie Thialf. Intanto su Milano-Cortina i conti non tornano: mancano anche i 10mila alberi promessi a Fiames

Olimpiadi, pure gli Svizzeri battono cassa con Regione Lombardia: vogliono 2,8 milioni per i disagi dovuti al traffico olimpico nei Grigioni

Olimpiadi 2030, Torino e Piemonte restano fuori: la Francia sceglie Thialf. Intanto su Milano-Cortina i conti non tornano: mancano anche i 10mila alberi promessi a Fiames

Proprio mentre a Roma una delegazione del Cio guidata dalla presidente, Kirsty Coventry, consegnava al presidente Sergio Mattarella il Collare olimpico in oro, a Torino si scriveva la parola “fine” su ogni residua speranza olimpica.

Olimpiadi, Torino e Piemonte restano fuori. La Francia sceglie i Paesi Bassi

La città e Regione Piemonte, infatti, speravano di poter essere “scelte” dalla Francia come sede decentrata per alcune gare dei prossimi giochi invernali del 2030. Un sogno accarezzato a lungo, ma sfumato ieri. A dare notizia il presidente del Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo: “Abbiamo appreso la decisione del Comitato Organizzatore di Alpes Françaises 2030 di proseguire il confronto esclusivo con Thialf Heerenveen, nei Paesi Bassi, per l’assegnazione delle gare olimpiche di pattinaggio di velocità”, hanno annunciato.

“Facciamo i nostri migliori auguri al Comitato Organizzatore delle Olimpiadi francesi del 2030”, hanno continuato, “Torino e il Piemonte continueranno a investire nello sport e nei grandi eventi internazionali, concentrandosi ora su un lavoro congiunto con Milano, Genova, Regione Lombardia e Regione Liguria per la costruzione di un dossier olimpico competitivo in vista dei Giochi Olimpici Estivi del 2036 o del 2040”.

“L’esperienza, le infrastrutture e la capacità organizzativa dei nostri territori rappresentano una base solida per una nuova grande sfida internazionale”, ha quindi concluso la coppia di amministatori.

Intanto a Roma Mattarella decantava i Giochi

E, mentre a Torino si piangeva, a Roma si festeggiava un’Olimpiade considerata un successo. “I nostri protagonisti del mondo sportivo hanno fatto una scelta di grande coraggio ai limiti della follia, ma ben riuscita”, ha infatti dichiarato il presidente Mattarella.

Zanella (AVS): “Dove sono i 10mila nuovi alberi promessi a Fiames?”

Un po’ meno ridanciana la capogruppo di AVS, Luana Zanella, che alla Camera ha presentato sempre ieri una nuova interrogazione ai ministri di Ambiente, Infrastrutture e Sport, chiedendo “quando verranno piantati i nuovi alberi nella Foresta di Ronco”. Si tratta delle piante che la società Simico aveva promesso di mettere a dimora per compensare il taglio delle centinaia di larici abbattuti per far posto alla pista da bob, nella la Foresta di Fiames.

“Secondo i documenti ufficiali di Simico”, ha spiegato Zanella, “la società che ha costruito tutte le opere per i Giochi Invernali, sarebbero stati abbattuti 825 alberi, comprese piante sradicate successivamente perché ritenute pericolose per la sicurezza del cantiere”.

Nuovo allarme sui conti della Fondazione Milano-Cortina

Pur “con la consapevolezza che ormai è impossibile sostituire una rete ecologica complessa, inserita nell’area del Bosco di Ronco, sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e distrutta senza neanche aver acquisito l’autorizzazione paesaggistica”, la deputata ha ricordato come Simico avesse promesso “che per ciascun albero tagliato ne sarebbero stati piantati 12, 10 mila nuove piante entro il 2026”. E quindi, “quando arriveranno?”, ha domandato.

Inoltre, è tornata a chiedere chi risponderà dei danni della pista di bob: “Il rischio concreto è che le spese possano alla fine allargare il disavanzo della Fondazione Milano-Cortina che già ammonta a 300 milioni, da ripianare entro fine anno”, ha concluso Zanella.

E anche gli Svizzeri battono cassa: vogliono 2,8 milioni per il traffico

Ma tre giorni fa si è fatta viva anche la Svizzera, che ha reclamato oltre 2,8 milioni di euro da Regione Lombardia per i disagi dovuti al traffico olimpico e per gli extra-costi arrivati dall’implementazione dei trasporti pubblici durante le Olimpiadi.

Il Canton Grigioni infatti pretende il saldo del piano straordinario predisposto attorno al tunnel del Munt la Schera, collegamento strategico tra Engadina e Livigno (sede olimpica). I Grigioni hanno fatto notare di aver subito forti disagi a causa dei Giochi (senza essere sede olimpica) e hanno ricordato come gli elettori elvetici avessero bocciato con ben 4 referendum popolari ogni ipotesi di ospitarli sul territori. E ora presentano il conto. Che però il Pirellone ha rispedito al mittente, anche perché Regione Lombardia attende ancora l’approvazione ministeriale dell’ultima variazione relativa al trasporto pubblico locale per capire quali fondi saranno realmente disponibili a tre mesi dalla fine dei Giochi e quali noi…