Il grande rifiuto di Commerzbank: respinta l’offerta di Unicredit

Commerzbank formalizza il rifiuto dell'offerta di Unicredit, parlando di piano "vago" e di "rischi significativi".

Il grande rifiuto di Commerzbank: respinta l’offerta di Unicredit

Il no di Commerzbank, stavolta, è formale. Il consiglio di amministrazione e il consiglio di sorveglianza della banca tedesca hanno raccomandato agli azionisti, con una dichiarazione formale congiunta, di “non accettare l’offerta di scambio di Unicredit”. La posizione tedesca non cambia rispetto al passato, con l’opposizione espressa da mesi all’offerta dell’istituto italiano che viene formalizzata e ribadita in quanto ritenuta un “tentativo opportunistico di acquisire il controllo”.

Secondo l’amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, quella che propone Unicredit non è una fusione ma “una proposta di ristrutturazione che avrebbe un impatto enorme sul nostro modello di business collaudato e redditizio”. Per il momento Unicredit ha replicato limitandosi a dire che esaminerà il contenuto della documentazione e dicendosi risentita “profondamente da molte delle argomentazioni presentate, ritenendole prive di fondamento e di dati a supporto”. Intanto l’esposizione potenziale di Unicredit su Commerzbank è aumentata al 38,87%, tra quota in azioni, total return swap e derivati.

Le ragioni del No di Commerzbank a Unicredit

Commerzbank riporta quattro motivazioni che spingono i vertici a rifiutare l’offerta di Unicredit: il premio non è ritenuto adeguato e non rifletterebbe il valore della banca tedesca; il piano dell’ad Andrea Orcel è definito “vago e comporta rischi significativi”; la banca italiana, poi, “sottovaluta significativamente le perdite di ricavi, sovrastima le sinergie e prevede tempi di implementazione irrealistici”; infine la strategia Momentum 2030, quella dell’attuale board tedesco, creerebbe “più valore per gli azionisti, con basso rischio di implementazione”.

Non solo, perché il cda di Commerzbank ritiene che Unicredit “non abbia presentato un piano strategico comprensibile e affidabile per una fusione”. Particolare rilievo assume il premio, definito “non adeguato”: il cda e il consiglio di sorveglianza spiegano di aver esaminato l’offerta considerando i prezzi storici delle azioni della banca, gli obiettivi fissati dagli analisti, il prezzo minimo stabilito per legge e il valore potenziale in base al piano Monumentum 2030.

La conclusione è che “il valore dell’offerta calcolato mostra uno sconto considerevole”. Parliamo di un’offerta che stima un valore di circa 37 miliardi per Commerzbank. Va sottolineato che una revisione dell’offerta da parte di Unicredit è ritenuta probabile: Orcel ha aperto a una revisione del premio e Unicredit non ha ancora avuto accesso a informazioni interne dell’istituto tedesco che potrebbero, una volta comunicate, portare a modificare le condizioni.