Bocciata la proposta dell’Iran, gli Usa valutano nuovi attacchi

Gli Usa bocciano la proposta dell'Iran e valutano la ripresa della guerra. Teheran si dice pronta a ogni scenario

Bocciata la proposta dell’Iran, gli Usa valutano nuovi attacchi

La Casa Bianca ritiene la nuova proposta dell’Iran “insufficiente”: non rappresenta un miglioramento significativo per arrivare a un accordo. E ora il rischio è quello di una ripresa della guerra. Donald Trump non è “aperto” a nessuna concessione nei confronti di Teheran. Lo ha detto lo stesso presidente in un’intervista al New York Post, aggiungendo che l’Iran sa “cosa accadrà a breve”. Secondo Axios, Trump riunirà oggi nella Situation Room la sua squadra per la sicurezza nazionale per valutare le opzioni militari.

Bocciata la proposta dell’Iran, gli Usa valutano nuovi attacchi

La nuova proposta consegnata dall’Iran agli Usa attraverso il Pakistan è in 14 punti e si concentra sulla fine della guerra: lo scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina ai negoziati. Alcune indiscrezioni, riportate da Al Arabiya, sostengono che Teheran, nella sua risposta agli Usa in 14 punti, ha chiesto una tregua lunga e a più fasi, un’apertura graduale e sicura di Hormuz con un ruolo garantito per il Pakistan e l’Oman in caso di attriti. Sarebbe poi pronta ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l’uranio altamente arricchito, stimato in 400 kg, venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i risarcimenti, stando alle indiscrezioni, l’Iran ha fatto marcia indietro, chiedendo invece concessioni economiche.

Divergenze

Nonostante le modifiche apportate nell’ultima bozza di Washington, permangono notevoli divergenze tra i testi negoziali iraniani e statunitensi, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, citando una fonte informata vicina al team negoziale di Teheran, la quale ha accusato gli Stati Uniti di “richieste eccessive” e “mancanza di realismo”. “Il prestigio dell’America è stato infranto dalle nostre forze armate e gran parte delle nostre capacità rimane inutilizzata. Risponderemo con fermezza a qualsiasi aggressione contro il nostro Paese e siamo preparati a tutti gli scenari”, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa iraniano.

L’altro fronte

Sull’altro fronte di guerra rimane il caos in Libano. Secondo quanto dichiarato dal ministero della Salute di Beirut, gli attacchi israeliani hanno ucciso più di 3.000 persone in Libano dall’inizio della guerra tra Hezbollah e Israele, il 2 marzo, dopo che il cessate il fuoco del 17 aprile non è riuscito a fermare i combattimenti. “Il quadro di riferimento che il Libano ha stabilito per i negoziati consiste nel ritiro israeliano, nel cessate il fuoco, nel dispiegamento dell’esercito lungo i confini, nel ritorno degli sfollati e nell’assistenza economico-finanziaria a Beirut”, ha dichiarato il presidente libanese Joseph Aoun, difendendo la prosecuzione dei colloqui diretti con Israele. “È mio dovere fare l’impossibile e qualsiasi cosa costi il meno possibile per fermare la guerra contro il Libano e il suo popolo”, ha concluso Aoun.