Crosetto si rimette l’elmetto: riarmo con fondi europei per la Difesa

Crosetto difende gli obiettivi Nato sul 5% del Pil per le spese militari e definisce il programma Safe per la Difesa "indispensabile"

Crosetto si rimette l’elmetto: riarmo con fondi europei per la Difesa

Dopo che Guido Crosetto alla Camera, nel corso del question time, ha ribadito come il ricorso ai prestiti Safe per le spese per la Difesa sia “assolutamente indispensabile” e ha ricordato gli impegni presi in ambito Nato, si spiega meglio il giallo sulla mozione del giorno prima sul caro-energia. Nella prima versione del testo la maggioranza chiedeva la revisione del target Nato del 5% del Pil delle spese militari, ma la richiesta è poi saltata all’ultimo nel testo riformulato e poi approvato dal Senato.

Tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega il gioco è stato a rimpallarsi le responsabilità. Gli alleati hanno accusato la Lega di aver inserito l’impegno sulle spese di Difesa della Nato, con l’ok iniziale delle altre forze della coalizione. Ma il partito di Matteo Salvini ha respinto l’accusa e ha puntato il dito contro Forza Italia. L’unico passaggio che ritornava in tutte le ricostruzioni, e che ora trova conferma, è che a un certo punto sia intervenuto Crosetto, a chiarire che no, non si poteva proprio fare passare in Parlamento una mozione che metteva nero su bianco la necessità di una “revisione” dell’obiettivo “ambizioso” del 5% per le spese per la Difesa.

“Assolutamente indispensabile”

“Lo strumento Safe – ha detto ieri Crosetto che, sulla questione, ha più volte sollecitato il collega leghista all’Economia Giancarlo Giorgetti – nasce come meccanismo europeo per sostenere e favorire iniziative comuni ed accelerare lo sviluppo di capacità indispensabili per la difesa del nostro continente. Restano demandate alle competenti valutazioni del ministero dell’Economia e delle Finanze le ulteriori determinazioni di carattere finanziario e attuativo concernenti le modalità di adesione a tale strumento, fermo restando che la Difesa continua a considerarlo, oggi come ieri, assolutamente indispensabile”.

L’avvertimento

E – ha avvertito il ministro della Difesa – quei 14,9 miliardi di prestiti Safe non devono essere usati, a suo giudizio, per altre spese che non siano quelle militari. Usare i fondi Safe per l’energia? “No – ha replicato il ministro della Difesa – ma l’Europa può concedere di uscire dai parametri del Patto” di stabilità “per tutto ciò che è ritenuto importante. Io faccio un ragionamento da ministro della Difesa e da cittadino e quindi da una parte esprimo la necessità di questo Paese di adeguarsi dal punto di vista della difesa, ma dall’altra sono totalmente consapevole che questa crisi, di cui l’Italia come gli altri Paesi non ha alcuna colpa, che parte da Hormuz, ha un peso rilevante sull’economia e sulla vita di tutti noi, e quindi in qualche modo l’Europa dovrebbe – non per la richiesta dell’Italia, ma per ciò che sta succedendo – attivare dei meccanismi a protezione della propria industria, della propria economia e dei cittadini”.

La citazione dal Vangelo

Alla domanda, dunque, se questi prestiti verranno attivati, Crosetto risponde citando il Vangelo: “Dai frutti li riconosceremo”. L’esponente di Fratelli d’Italia ha poi ricordato l’impegno assunto dall’Italia nell’ambito della Nato di incrementare al 5% del Pil le spese per difesa e sicurezza, parametro che si compone di un 1,5% da intendersi come “contenitore riferito a sicurezza e resilienza in senso ampio e quindi non strettamente legato alla difesa” e di un restante “3,5% core” come “obiettivo prospettico di lungo periodo”.

“Non si tratta di un obiettivo immediato – ha argomentato – ma di una traiettoria di lungo periodo sviluppata su un arco di 10 anni e che peraltro sarà soggetta a revisione nel 2029. L’Italia parte da un formale 2,09%, il che significa che si tratta di un impegno per un ulteriore 1,41% da raggiungere nel 2035”. Quindi nessuno osi mettere in dubbio quegli impegni, è il sottinteso del discorso del ministro. Crosetto ha poi negato ambiguità sullo stop al memorandum sulla difesa con Israele. “L’azione condotta ha impedito l’automatico rinnovo dell’accordo, evitando contemporaneamente di chiudere ogni tipo di canale diplomatico”, ha concluso Crosetto.