Da un lato lo scambio di dure dichiarazioni tra Donald Trump e le autorità di Teheran, che fa temere una ripresa delle ostilità; dall’altro negoziati che proseguono sotto traccia e sembrano aprire spiragli inattesi. Dopo settimane di aperture diplomatiche, spesso apparse più formali che concrete, la situazione sembra registrare passi avanti. Fonti ben informate hanno infatti rivelato ad Al Arabiya che sarebbe probabile un nuovo round negoziale tra Usa e Iran. Secondo il media arabo, il summit dovrebbe svolgersi ancora una volta a Islamabad, in Pakistan, al termine dell’Hajj, il pellegrinaggio musulmano alla Mecca previsto tra il 25 e il 30 maggio.
A rafforzare questa ipotesi è stata anche Iran International, secondo cui sarebbero in corso gli ultimi lavori per definire il testo di un accordo tra Washington e Teheran finalizzato a porre fine alla guerra. L’annuncio ufficiale, sempre secondo l’emittente, potrebbe arrivare “da un momento all’altro”. Una svolta inattesa, e ancora tutta da confermare, che arriva però al termine dell’ennesima giornata ad alta tensione. Ad alimentare il clima ci aveva pensato Trump, tornato a sostenere che “l’Iran è stato sconfitto e ora ci rispetta”, aggiungendo che Teheran dovrà scegliere se “essere distrutta oppure firmare un accordo”. Poco dopo, tuttavia, lo stesso presidente Usa aveva lasciato intendere che qualcosa si stesse muovendo: “Siamo nelle fasi finali della questione iraniana. Vedremo cosa succederà. O si raggiungerà un accordo, oppure dovremo prendere provvedimenti piuttosto drastici, ma speriamo che non accada”.
Spiragli di pace tra Usa e Iran: possibile un nuovo round negoziale in Pakistan a fine maggio. E Trump avverte: “Accordo o vi distruggeremo”
A confermare l’esistenza di contatti tra le parti è stato anche il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, secondo cui “i negoziati stanno andando avanti”, pur precisando che la strada verso un’intesa resta ancora lunga. Secondo il diplomatico iraniano, la base del confronto rimane “il testo in 14 punti che abbiamo già presentato”, proposta sulla quale il leader americano continua a mostrarsi contrario. Baqaei ha comunque assicurato che l’Iran sta portando avanti un lavoro “serio, in buona fede e senza pregiudizi”, aggiungendo che “ora tocca agli Usa dimostrare serietà”. La sensazione è che una prosecuzione della strategia del “muro contro muro” rischierebbe di far naufragare qualsiasi accordo.
Tuttavia, diversi segnali lasciano pensare che le parti possano davvero tentare di raggiungere un’intesa. Se il nuovo round negoziale appare dunque sempre più probabile, molto più incerto resta il possibile esito. Trump ha infatti ribadito che non accetterà ulteriori rinvii e che, in caso di mancato accordo, gli Usa “raderanno al suolo” l’Iran. Parole a cui il regime degli ayatollah ha risposto dichiarandosi disponibile a negoziare, ma avvertendo allo stesso tempo di stare “intensificando i preparativi per una risposta efficace ed energica a qualsiasi potenziale attacco” e rivelando che in quel caso “ci saranno molte altre sorprese” che “estenderanno il conflitto oltre la regione mediorientale”.