L’Iran anticipa la bozza di memorandum, gli Stati Uniti smentiscono

In Iran la tv di Stato pubblica una bozza del memorandum d'intesa, ma gli Usa lo smentiscono. E Trump torna a minacciare Teheran.

L’Iran anticipa la bozza di memorandum, gli Stati Uniti smentiscono

L’annuncio di una svolta, poco dopo la smentita. Nulla di nuovo: la guerra tra Usa e Iran si combatte anche a colpi di propaganda, soprattutto da quando è iniziata la tregua che dovrebbe portare a un accordo. L’intesa sarebbe vicina, secondo la tv di Stato iraniana (di fatto controllata dal regime) che ha pubblicato una bozza del memorandum. Il testo prevede il ritiro delle forzee militari Usa vicine al territorio iraniano, con la revoca del blocco navale anche nei porti iraniani.

Teheran, invece, si impegna a ripristinare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz, come nel pre-guerra, entro un mese. L’accordo, si legge poi, dovrebbe essere sostenuto anche da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Ma questa bozza viene smentita dalla Casa Bianca, secondo cui non c’è nulla di vero sul memorandum fatto trapelare dalla tv iraniana.

Trump minaccia l’Iran, ma intanto incassa il fallimento del Board of Peace

È stato poi anche il presidente Usa, Donald Trump, a tornare sull’argomento assicurando che l’Iran non avrà alcun allentamento delle sanzioni in cambio della rinuncia all’uranio arricchito. Secondo il presidente Usa, l’Iran vuole un accordo a tutti i costi perché “sta negoziando allo stremo”. Il presidente statunitense ritiene che l’economia iraniana “è in caduta libera”, con l’inflazione alle stelle e saranno gli Stati Uniti a sfinire Teheran. Ma Washington non è ancora soddisfatta, per Trump, che ribadisce poi che non ci sarà nessuno a controllare lo Stretto di Hormuz, che sarà “aperto a tutti”.

Intanto è il Financial Times a rivelare il flop del Board of Peace voluto da Trump. Il fondo ufficiale del consiglio, infatti, è vuoto. A quattro mesi dalla sua istituzione, il Board non ha ricevuto denaro e “non è stato depositato nemmeno un dollaro” per la ricostruzione di Gaza, nonostante la promessa di 17 miliardi di dollari di donazioni.