Quando si parla delle conseguenze della guerra tra Stati Uniti e Iran, con particolare riferimento alle tensioni sullo Stretto di Hormuz e alle rispettive misure di pressione adottate da Teheran e Washington, l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sul petrolio e sulla crisi energetica. Quello che molti ignorano, però, è che esiste anche un’altra conseguenza che, per certi versi, rischia di essere ancora più grave: una possibile crisi alimentare globale.
A lanciare l’allarme, delineando questo scenario drammatico, è l’Onu, convinta che, se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare, il mondo potrebbe trovarsi di fronte a una catastrofe di portata inaudita.
La guerra tra Usa e Iran non riguarda soltanto il petrolio, ma rischia di scatenare una crisi alimentare globale catastrofica. L’Onu lancia l’allarme
L’aspetto più preoccupante è che, per le Nazioni Unite, questa ipotesi non è affatto remota. Al contrario, si starebbe concretizzando giorno dopo giorno. A marzo, due settimane dopo l’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (WFP) aveva avvertito che quasi 45 milioni di persone in più avrebbero potuto essere colpite da una grave insicurezza alimentare se il conflitto non si fosse concluso entro giugno e se il prezzo del petrolio fosse rimasto sopra i 100 dollari al barile.
Queste persone si aggiungerebbero ai quasi 320 milioni che già soffrono di una grave insicurezza alimentare in tutto il mondo, hanno precisato le Nazioni Unite.
Ma con il conflitto che appare ancora lontano da una conclusione, la potenziale crisi alimentare potrebbe coinvolgere un numero ancora maggiore di persone, aggravando ulteriormente una situazione già estremamente critica.