“Io non faccio mai di tutta l’erba un fascio, non lancio accuse a caso, porto rispetto alle altre istituzioni, anche alla Procura, però evidentemente c’è una parte della Procura che fa politica e con la candidatura della Siciliano (Tiziana, ndr) credo che ci sia una solida dimostrazione di ciò”.
È l’attacco sferrato ieri dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dopo la deflagrazione dell’ennesima inchiesta che tocca Palazzo Marino. Tre giorni fa, infatti, la Gdf si era presenta negli uffici comunali chiedendo i documenti sulla gestione degli spazi della Galleria Vittorio Emanuele II. Otto gli indagati, da quanto si è appreso, tra funzionari comunali e imprenditori, accusati a vario titolo di turbativa d’asta e corruzione.
L’inchiesta partita dalle denunce del candidato Lisa
Un fascicolo partito dagli esposti di Massimiliano Lisa, imprenditore, proprietario del Museo di Leonardo 3 proprio in Galleria, che con palazzo Marino ha da anni una disputa legale. Inoltre Lisa si è candidato come indipendente alle amministrative, con la sua lista Milano Libera, nella quale è presente anche l’ex procuratrice aggiunta Siciliano, che, fino a pochi mesi fa coordinava tutte le inchieste contro la pubblica amministrazione. Compresa quindi quella sulla Galleria.
Da qui le accuse di Sala a Lisa e Siciliano, perché in quell’inchiesta il sindaco vede “qualcosa di politico, perché nasce da un esposto fatto da una persona (Lisa, ndr) che ha un museo in Galleria in subappalto, tra l’altro non hanno pagato l’affitto e hanno fatto degli abusi”. “Questo è documentato”, ha detto Sala, “Siamo in causa e l’abbiamo denunciato per diffamazione”.
“Ogni giorno che passa”, ha continuato, “sono sempre più perplesso. Leggo che la pm Siciliano dice che non ricorda dell’esposto di Lisa. Ora, ho qualche dubbio, ma non ho nessuna prova che non si ricordi”. E aggiunga “ma una Pm così esperta, che ha avuto un ruolo apicale in Procura, si candida con una persona che conosce poco senza fare alcuna verifica? Ecco, questo e incomprensibile”.
Sala: “Sulla Galleria abbiamo fatto un’opera straordinaria”
Tuttavia, “al di là di questi fatti, su cui giudicherà chi dovrà giudicare” Sala ha tenuto a precisare senza falsa modestia, che su Galleria Vittorio Emanuele II lui e la sua giunta hanno “fatto un’opera straordinaria”.
“Quando sono diventato sindaco, noi prendevamo di affitto dalla Galleria 28 milioni di euro. Mi sono messo lì, ho fatto un lavoro professionale, prendendo spazio per spazio, valutando dove si poteva unire e quando scadevano i contratti. Oggi ne prendiamo 84”, ha sentenziato. Poi, circa le indagini in corso (urbanistica e San Siro) ha osservato: “se sull’urbanistica chiediamo troppo poco ai costruttori, e sulla Galleria magari chiediamo troppo, è un po’ difficile così”…
Fontana spalleggia Sala nell’attacco alla procura
A dare man forte all’avversario politico è poi arrivato anche il governatore lombardo Attilio Fontana (che nel 2022 fu prosciolto con formula piena dal GUP di Milano dall’accusa di frode in pubbliche forniture, per la vicenda camici): “Io sono d’accordo nel dire che in questi ultimi anni la magistratura sta facendo alcune scelte che lasciano un po’ perplessi. Quello che dice il sindaco Sala” sul fatto che la Procura faccia politica “è una delle ipotesi”.
La risposta di Lisa: “Siamo al limite della diffamazione”
Dal canto suo Lisa ha risposto per le rime: “Chiedere da parte di Sala se la Siciliano ha controllato chi fossi, può essere letto al limite della diffamazione nei miei confronti”, ha dichiarato. “Se le mie dichiarazioni”, continua il candidato sindaco, “sono state uno degli elementi che hanno portato all’apertura di questa inchiesta, si pone una questione politica e istituzionale evidente. Da un lato emergono accertamenti che sembrano andare nella direzione da me indicata; dall’altro permane nei miei confronti una denuncia per diffamazione fondata proprio su quelle stesse affermazioni. Chiedo che venga chiarito come possano convivere, da un lato, un’indagine che approfondisce fatti da me segnalati e, dall’altro, una denuncia per diffamazione basata sulle stesse segnalazioni”.
Polemiche politiche a parte, l’inchiesta resta, al di là degli incassi
Polemiche su Lisa e Siciliano a parte, resta la questione dell’inchiesta aperta sulla Galleria, sulla quale poco importano i soldi incassati dagli affitti sottoscritti con le grandi marche del lusso. Ai fini della legge conta come si sia arrivati a sottoscrivere quei contratti e a decidere le assegnazioni degli spazi. E’ su questo che la magistratura ha deciso di volerci vedere chiaro.
Intanto Sala si autocandida al Parlamento nel 2027
Infine ieri Sala ha confermato la volontà di candidarsi alle politiche del 2027, perché “non ci sono molte alternative”. “Vorrei continuare (con la politica, ndr)”, ha spiegato, “ma non lo sento come un obbligo e ci devono essere delle condizioni. Di sicuro non correrà per le regionali, perché “non mi sento di fare altri cinque anni con un impegno. Dopo tre anni vogliamo cambiare l’allenatore della squadra di calcio, capisco i milanesi che dopo dieci anni dicono basta”. “Ho fatto cinque anni di Expo più undici da sindaco, quindi la mia parte l’ho fatta. Finisco sereno”, ha concluso.