XXV Aprile, Palazzo Marino a sorpresa “resuscita” il progetto Golarsa già bocciato dal Consiglio comunale. E nel piano spunta una nuova pista indoor al posto di quella esistente

Nonostante le proteste e il voto in consiglio Comunale, l'assessorato allo Spot sceglie un progetto che però deve essere cambiato in corsa

XXV Aprile, Palazzo Marino a sorpresa “resuscita” il progetto Golarsa già bocciato dal Consiglio comunale. E nel piano spunta una nuova pista indoor al posto di quella esistente

Dare l’interesse pubblico a un progetto che è stato già bocciato dal Consiglio comunale e mai riscritto, il quale, tra l’altro, prevede la distruzione di una pista di atletica indoor (pagata dal pubblico, ma mai entrata in funzione) e la sua ricostruzione pochi metri più in là.

È l’ultimo, incredibile, tragicomico, capitolo della storia infinita del Centro Sportivo XXV Aprile di via Cimabue, uno dei templi dell’atletica milanese. Un centro frequentato ogni anno da circa 250mila persone tra scuole, università, amatori e agonisti. Una struttura che il Comune, giunta la scadenza del bando di affidamento, anziché rilanciare come casa dell’atletica, continua a immaginare in futuro come contenitore polifunzionale, dove l’atletica rischia di diventare residuale, a favore di sport ben più remunerativi (per i concessionari privati), come tennis e padel.

La delibera di giunta che dà l’interesse pubblico

L’ultima puntata della vicenda ha del surreale: venerdì scorso la giunta Sala ha infatti approvato la delibera con cui si dichiara in procinto di concedere l’interesse pubblico per la proposta di partenariato pubblico-privato avanzata dall’Ati formata da Golarsa Academy e GA Solution, cioè lo stesso progetto scelto da Palazzo Marino nel maggio del 2025 e che aveva fatto insorgere il mondo dell’atletica.

Quel primo progetto presentato dalla tennista Laura Golarsa, infatti, prevedeva un centro completamente diverso: con nuovi campi da tennis, da padel, da pickleball, taglio di alberi secolari, la demolizione delle tribune in cemento e della pista indoor da 60 metri (mai entrata in funzione per problemi strutturali) per far posto alla nuova clubhouse. Previsti anche quattro nuovi campi da tennis su erba, con tribune semovibili, proprio al centro della pista di atletica. Il tutto a fronte di una concessione lunghissima.

Un piano che l’assessorato allo Sport di palazzo Marino aveva giudicato preferibile a quello presentato da Cus Milano e Fidal (attuali gestori del centro), che prevede di mantenere l’atletica come fulcro dell’impianto, riqualificando pista esterna e pista indoor.

Lo stop del Consiglio al progetto Golarsa

Nelle more della decisione (e delle polemiche) il Consiglio comunale, con un ordine del giorno approvato il 9 marzo scorso, aveva votato un documento che poneva dei paletti chiarissimi e vincolanti per il futuro del XXV Aprile: nessun campo all’interno dell’anello di atletica; nessuna interferenza con le infrastrutture dell’atletica; nessun impianto sportivo a ridosso della pista e tutela delle alberature esistenti. Indicazioni ribadite anche dal Municipio 8.

In pratica, uno stop a tutti i punti del piano Golarsa. Quindi tutti si aspettavano che a fronte dei vincoli votati dal Consiglio, Golarsa ritirasse la sua proposta e l’iter per l’affidamento del centro sportivo ripartisse da capo.

Invece, e qui sta il surrealismo della vicenda, la giunta ha ri-votato a favore del piano Golarsa, anche se il suo progetto, alla luce del voto di Consiglio, è divenuto infattibile…! Inoltre la nuova delibera prevede la costruzione di un nuovo pistino indoor da 60 metri, chiuso e riscaldato.

Idea sbalorditiva, dato che al XXV Aprile un pistino indoor c’è già. È stato realizzato nel 2017 e non è mai entrato in funzione a causa di problemi costruttivi e infiltrazioni. Una struttura costata milioni di euro pubblici ma inutilizzabile.

Paradossi messi nero su bianco nella delibera 750/2026, che da una parte riconosce la necessità di recepire le indicazioni del Consiglio comunale e del Municipio 8, dall’altra decide di proseguire con il progetto Golarsa, chiedendo ai privati di modificarlo in corsa.

Così l’assessora Martina Riva prima promuove un progetto privato, poi l’aula ne smentisce i contenuti, quindi la giunta ne conferma comunque l’interesse pubblico, sperando che venga riscritto cammin facendo.

Cortocircuito amministrativo

Un cortocircuito amministrativo che lascia perplesso anche il consigliere comunale del Pd Alessandro Giungi, presidente della commissione Olimpiadi di Palazzo Marino. “Sul XXV Aprile abbiamo il record di una proposta di partenariato pubblico-privato che l’amministrazione comunale stravolge completamente pur confermando che essa riveste un interesse pubblico”, osserva.

“Addirittura negli obblighi previsti dalla delibera è sancita la realizzazione di un nuovo impianto indoor con pista di 60 metri, senza nulla dire sull’impianto già presente e che ha problemi di impermeabilizzazione risolvibili”. Da qui la domanda politica chiara: “Perché davanti a indicazioni e prescrizioni così stringenti non si è proceduto ad annullare la procedura per riaprirla a chiunque fosse interessato?”.

Già, perché non ripartire da zero, con un nuovo bando e un confronto aperto con tutti i soggetti interessati, a partire da Coni, Fidal e Cus Milano…?