Fratelli d’Italia ha superato “la linea rossa”. Con questa motivazione ieri M5S, Pd, Avs e Iv, hanno abbandonato i lavori della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. E lo hanno messo nero su bianco in una nota congiunta. La questione è la seguente: il presidente della Commissione Marco Lisei (FdI) ha delegato consulenti esterni della Commissione – Giuseppe Visone, magistrato della DDA di Napoli e il tenente colonello Alessandro Fagnani (Guardia di Finanza) – a effettuare interrogatori di cinque cittadini, come persone informate dei fatti, in un commissariato di polizia. Gli interrogatori sarebbero avvenuti a metà maggio ma i parlamentari di opposizione lo avrebbero scoperto solo pochi giorni fa.
Cittadini interrogati nei commissariati: “Superato il segno sulla Commissione Covid”
Venerdì è arrivata la convocazione della commissione per la giornata di ieri. In agenda le audizioni di due dei cinque cittadini: Marco Spadaccioli, dipendente della Adaltis, e l’avvocato Nicoletta Spaziani. I due, si leggeva in una postilla, sarebbero già stati auditi in sede di attività delegata. Parole che hanno scatenato l’ira delle opposizioni, ignare di tutto. Tanto che domenica hanno preso carta e penna e hanno scritto una lettera ai presidenti di Camera e Senato nella quale hanno denunciato gravi illegittimità nello sviluppo dei lavori della Commissione, ipotizzandone anche lo scioglimento.
La lettera delle opposizioni ai presidenti di Camera e Senato
Nella lettera venivano anche chieste la sconvocazione della seduta prevista per lunedì e le dimissioni di Lisei. La grave violazione – hanno scritto le opposizioni – è che sono stati interrogati all’insaputa dei Commissari che compongono la Commissione parlamentare, da soggetti non legittimati a condurre gli interrogatori e in sede diversa da quella della Commissione. Questi interrogatori, infatti, si sono tenuti presso gli uffici del Commissariato della Polizia di Stato di Trevi Campo Marzio e da parte dei consulenti della Commissione nominati da FdI, che sarebbero stati autorizzati all’interrogatorio tramite una delega del presidente Lisei.
Ma anche se esistesse, attacca l’opposizione, “la delega stessa sarebbe totalmente illegittima e radicalmente nulla con conseguente illegittimità e nullità delle attività poste in essere o conseguenti. Siamo, dunque, dinnanzi a violazioni costituzionali, legislative e regolamentari di gravità evidente e, lo si ribadisce, inaudita”. Tali violazioni, infine, pongono irreparabilmente l’attività della Commissione al di fuori del suo perimetro istituzionale, consistente nell’accertamento oggettivo della verità dei fatti.
Informazioni irrilevanti
Fonti dei partiti di opposizione precisano che dopo aver – peraltro tardivamente – avuto accesso ai verbali degli interrogatori, hanno avuto modo di constatare che le informazioni riferite dai soggetti ascoltati sono penalmente e politicamente irrilevanti. Non sono coinvolti né il governo di allora (governo Conte) né la struttura commissariale e le informazioni sono pubbliche e possono essere divulgate senza difficoltà. Cosa che rende maggiormente inaudita la prassi seguita. Ma a questa lettera le opposizioni non hanno mai ottenuto risposta. Alle nostre proteste, hanno replicato ieri M5S-Pd-Avs-Iv, FdI ha risposto che la delega sarebbe stata decisa in un Ufficio di Presidenza della stessa Commissione.
“Fatto mai avvenuto, perché in Udp non si è mai tenuto un voto sulla delega a soggetti esterni. L’attività dei parlamentari risulta peraltro non delegabile e di conseguenza sia la delega che le attività svolte risultano nulle e illegittime”. Per questo “abbiamo abbandonato i lavori e chiesto le dimissioni di Lisei”. Ma il Fratello d’Italia non ha nessuna intenzione di lasciare. “E’ ormai evidente – spiega Alfonso Colucci del M5S – che Fratelli d’Italia sta ormai piegando questa commissione per finalità diverse da quella che la Costituzione e i regolamenti parlamentari le assegnano, che sono finalità politiche, tentando maldestramente di costruire un’accusa politica nei confronti delle persone, del governo che sostenne il periodo difficilissimo della pandemia in Italia”.