Unicredit passa al contrattacco. La battaglia con Commerzbank continua e si allarga, con il coinvolgimento da parte di Gae Aulenti di BaFin, l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca, a cui chiede di valutare le iniziative e le dichiarazioni di Commerz per capire se possano compromettere la regolarità e l’integrità del processo di offerta. La banca guidata da Andrea Orcel, inoltre, fa riferimento a possibili iniziative per tutelare la sua posizione.
Quella di Unicredit è la risposta all’esposto contro ignoti presentato dal consiglio di fabbrica dell’istituto tedesco per una presunta manipolazione dei mercati. Quella di Gae Aulenti è una reazione a una “narrazione fuorviante” e ad affermazioni “infondate” sulle presunte irregolarità. L’accusa è che queste dichiarazioni puntino a “distogliere l’attenzione dai fondamentali dell’offerta”, ma a rispondere è di nuovo la ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, al Frankfurt Euro Finance Summit: “Non abbiamo fatto nulla di fuorviante, abbiamo semplicemente presentato i fatti e continueremo a farlo”.
Le ragioni dello scontro tra Unicredit e Commerzbank
Negli scorsi giorni era stata Commerzbank a sollecitare l’intervento della BaFin, sostenendo che il mercato sarebbe stato indotto in errore sulla reale entità della partecipazione detenuta da Unicredit, ritenendo che una parte delle azioni derivi da posizioni in strumenti derivati e non da titoli effettivamente detenuti. Intanto le azioni portate in adesione all’offerta hanno raggiunto l’11,91% del capitale sociale di Commerzbnak (con il 12,42% dei diritti di voto), quota a cui va aggiunto quanto già detenuto da UniCredit per un totale del 38,68%. L’obiettivo dell’offerta (il 30%) è stato quindi superato e, in più, vanno considerati gli altri strumenti finanziari detenuti da Unicredit che portano l’esposizione potenziale complessiva oltre il 55% del capitale.