I mercati promuovono il risiko bancario e Unicredit si rafforza in Commerzbank

Volano i titoli coinvolti nell'offerta di Intesa Sanpaolo su Mps mentre Unicredit rafforza la sua posizione in Commerzbank.

I mercati promuovono il risiko bancario e Unicredit si rafforza in Commerzbank

Il primo giudice del risiko bancario restano i mercati. E i dati del giorno dopo confermano la piena promozione dell’opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi. In una giornata in cui le Borse europee hanno chiuso in ordine sparso, Milano è stata la migliore, spinta dal risiko bancario. Il Ftse Mib ha comunque ripiegato dopo aver toccato il suo nuovo record intraday a 51.240 punti. Premiati tutti i titoli coinvolti nell’operazione: Intesa Sanpaolo (+0,9%), Mps (+2,63%), Mediobanca (+2,97%) e anche Unipol (+4,67%), che rileverà il marchio di Mps e 635 filiali.

E vola anche Generali, che sale del 2,13% aggiornando i suoi massimi storici e superando per la prima volta la soglia dei 40 euro. L’ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ritorna sull’offerta in un’intervista a Bloomberg Tv: “Rimarremmo in gara per Monte dei Paschi di Siena se ci fosse una controfferta”, assicura. E non nasconde il suo ottimismo quando dice che l’offerta ha “alte probabilità di successo, la componente in contanti della nostra offerta è una risposta ai concorrenti”. E, inoltre, per ora “è l’unica reale”. Secondo Messina, l’acquisizione rappresenta un possibile “punto di partenza per una posizione nel consolidamento europeo”.

Risiko bancario, Unicredit si rafforza in Commerzbank

Ma nel risiko bancario, sempre movimentato, c’è anche Unicredit che continua a muoversi in terra tedesca. La banca guidata da Andrea Orcel si consolida in Commerzbank: le adesioni all’ops salgono al 10,91% e così, con il 26,77% in suo possesso, Gae Aulenti arriva a detenere in azioni il 37,68% dell’istituto tedesco. In vista della chiusura della prima parte dell’offerta, prevista per il 16 giugno, la quota potenziale complessiva di Unicredit può raggiungere il 54,09%. Unicredit risponde poi alle accuse tedesche sui dati relativi all’ops, sostenendo che non sono “supportate da evidenze”: parlando della “gravità” delle accuse, l’istituto conferma di aver comunicato tutto regolarmente, garantendo la massima trasparenza.