Lui continua a dichiararsi estraneo ai fatti, ma l’Europarlamento ha comunque deciso di revocargli l’immunità. Fulvio Martusciello, capodelegazione di Forza Italia a Strasburgo, si troverà ad affrontare le indagini della procura belga nell’ambito dell’inchiesta sul Huaweigate, il caso scoppiato nel marzo del 2025 con l’arresto di quattro lobbisti legati al colosso cinese: sono sospettati di aver cercato di corrompere circa 15 tra ex ed attuali eletti del Parlamento europeo per favorire l’azienda.
Revocata l’immunità a Martusciello, salvo De Meo
I voti a favore della revoca sono stati 344, i contrari 234 e gli astenuti 25. Confermata la decisione della commissione Affari giuridici (Juri) del 3 giugno. Diverso l’esito per un altro eurodeputato azzurro: l’Europarlamento ha infatti mantenuto l’immunità per Salvatore De Meo, anche in questo caso in linea con l’indicazione della commissione Juri. Stesso discorso per gli altri due eurodeputati coinvolti: in linea con quanto stabilito dalla commissione, la plenaria ha respinto le richieste di revoca dell’immunità del socialista maltese Daniel Attard e del liberale bulgaro Nikola Minchev.
Dopo il voto, Martusciello non si scompone: “Rispetto la scelta del Parlamento europeo che mi consentirà di chiarire quanto prima la mia posizione. Ribadisco quanto ho detto sin dal primo momento: sono estraneo ai fatti contestati”. Il capodelegazione di Fi ricorda che la revoca dell’immunità “consente alla procura di avviare le indagini”. A difendere Martusciello arriva anche il leader di Forza Italia, Antonio Tajani: “Dopo aver esaminato la documentazione, non ho alcun dubbio sul suo comportamento” e sulla “estraneità ai fatti contestati”.