Dalla propaganda interna al conflitto diplomatico. La mossa del governo guidato da Giorgia Meloni dopo la crisi di Ceuta, con la sospensione di Schengen con la Spagna, oltre ad aver causato disagi ai cittadini italiani ed europei ha anche aperto uno scontro diplomatico tra Roma e Madrid. Ora è il governo spagnolo a lanciare un ultimatum all’Italia, dopo aver già sollecitato il ritiro delle misure introdotte dal governo Meloni in seguito alla risoluzione della crisi, certificata anche dalla Commissione europea.
Madrid ha infatti avvertito l’Italia che adotterà “misure proporzionate” nel caso in cui entro domenica non vengano rimossi i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Una misura che impatta su “migliaia di passeggeri”. Roma ha tempo fino a domenica 9 agosto per revocare i controlli alle frontiere introdotti dal primo agosto. La presa di posizione di Madrid arriva in una nota ufficiale nel quale la decisione italiana viene definita “ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”.
L’ultimatum della Spagna all’Italia: revochi sospensione Schengen o risponderemo
Secondo il governo guidato da Pedro Sanchez, la chiusura stabilita dall’Italia è stata adottata “senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità”. Quella italiana, in effetti, è stata una decisione dettata più dalla propaganda interna che dalla reale utilità di una mossa che non avrebbe avuto alcuna conseguenza reale. D’altronde lo stesso ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha ammesso che i controlli alle frontiere non hanno portato a individuare alcun migrante irregolare in partenza dalla Spagna verso l’Italia. E, come comunicato da Madrid, nessun migrante è arrivato da Ceuta in Spagna né in nessun altro territorio Schengen.
Nella nota, il governo spagnolo contesta le motivazioni citate da Roma, ricordando che i migranti sbarcati a Ceuta “non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen”, considerando che a Ceuta vige un regime speciale che prevede dei controlli simili a quelli dello spazio extra-Schengen. Inoltre, sottolinea ancora Madrid, “la qualità totalità” dei migranti è “già rientrata in Marocco”. Non solo, perché il governo spagnolo cita anche i dati Frontex per ricordare che l’Italia è lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari negli ultimi anni, con cifre “che sono arrivate a raddoppiare quelle della Spagna”.
Tra Madrid e Roma la crisi è diplomatica
Ragioni per cui il governo Sanchez ritiene discriminatoria la mossa di Roma, invitando il governo italiano a “trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei”. E se non lo facessi entro la conclusione di domenica, allora la Spagna “si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini”. “Confidiamo che prevalga l’europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi sono chiamati a promuovere l’intesa tra Paesi e l’interesse generale delle rispettive popolazioni, non a creare fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne”, aggiunge la nota spagnola.
C’è anche un’altra frecciatina che la Spagna rivolge all’Italia, sottolineando che il nostro Paese dal 2022 “non rispettare il Regolamento di Dublino”, avendo ciò provocato “un carico aggiuntivo della pressione migratoria sul resto degli Stati membri”. Ancora, Madrid rivendica di non aver mai introdotto controlli nei confronti di Roma, dimostrando anzi di essere sempre stata “solidale, accogliendo parte dei migranti che arrivarono a Lampedusa nel 2023” e avendo “ripetutamente riaperto i propri porti ai migranti soccorsi sulla rotta del Mediterraneo centrale”.
Intanto la ministra della Gioventù e dell’Infanzia, Sira Rego, è andata a Ceuta per gestire l’assistenza ai minori migranti non accompagnati: finora ne sono stati registrati 1.342 e verranno tutti assistiti. La situazione, assicura la ministra, “ora è sotto controllo”.