La Colombia vira a destra. Abelardo de la Espriella, il candidato sostenuto da Donald Trump, è risultato vincitore, seppur per una manciata di voti, nel ballottaggio delle presidenziali che lo vedeva contrapposto al candidato progressista Iván Cepeda. Secondo quanto emerge dal conteggio preliminare, il probabile nuovo presidente ha ottenuto il 49,65% delle preferenze, superando l’avversario fermatosi al 48,70%.
“Abbiamo battuto il voto forzato, l’acquisto di voti, i partiti tradizionali, la corruzione, i soliti noti e la guerriglia. Ha vinto la Colombia”, ha dichiarato a caldo de la Espriella, soprannominato “El Tigre”, commentando risultati ancora non ufficiali. Un esito arrivato al fotofinish che lo sfidante non ha accettato. Sostenuto dal presidente uscente Gustavo Petro, Cepeda ha infatti chiesto il riconteggio dei voti, denunciando possibili “brogli elettorali”.
“Riconosciamo il risultato del preconteggio, ma non è né ufficiale né vincolante: i nostri osservatori e i nostri avvocati stanno procedendo a impugnare 33 mila seggi in tutto il Paese. Una volta che sarà stato reso noto il risultato finale e saranno state effettuate le relative verifiche, riconosceremo il risultato che emergerà da tale processo”, ha spiegato Cepeda.
La Colombia verso il riconteggio
Di fronte a questa richiesta, saranno probabilmente i giudici a dover mettere la parola fine a una delle elezioni più combattute della storia recente del Paese. A rendere incerto il risultato è proprio il sistema elettorale colombiano, nel quale, a urne chiuse, viene effettuato un conteggio preliminare dei voti chiamato “Preconteo”. Si tratta di una raccolta ed elaborazione dei dati comunicati telefonicamente dai seggi alla Registraduría, l’organo pubblico incaricato della gestione delle elezioni.
Un metodo considerato poco affidabile da parte della comunità internazionale, anche se finora il risultato del Preconteo è sempre stato confermato dallo scrutinio ufficiale finale. Questa volta, però, la situazione potrebbe essere diversa. Lo scarto tra i due candidati è infatti minimo: appena lo 0,95% dei voti. Inoltre, nelle precedenti elezioni legislative del 2022, il conteggio preliminare e lo scrutinio definitivo, pur senza modificare l’esito finale, avevano mostrato differenze significative.
In quell’occasione, il Preconteo aveva assegnato al Pacto Histórico, la coalizione di sinistra, 2.302.847 voti al Senato. Successivamente, dallo spoglio ufficiale era emerso che i voti realmente ottenuti dalla coalizione erano stati 2.830.902: ben 528.105 preferenze in più. Una differenza che, in quella circostanza, equivaleva al doppio dello scarto di circa 250 mila voti che, secondo il Preconteo, separerebbe oggi “El Tigre” da Cepeda.