Caldo africano 23 giugno: le 15 città da bollino rosso e cosa fare per proteggersi

Sono 15 le città italiane in bollino rosso per il caldo africano. Scopri la lista completa del e i consigli degli esperti contro l'afa

Caldo africano 23 giugno: le 15 città da bollino rosso e cosa fare per proteggersi

Come accade da giorni, l’anticiclone africano continua a stritolare l’Italia. Quella di oggi in particola si conferma una delle giornate più difficili di questa seconda ondata di calore, con temperature che in alcuni casi sfiorano o superano i 40 gradi e un’afa che non lascia respiro nemmeno dopo il tramonto. Il bollettino del Ministero della Salute sulle ondate di calore certifica una situazione da emergenza su quasi tutto il Paese: sono ben 15 le città italiane in bollino rosso.

Non è solo questione di caldo durante il giorno. Il problema, quest’anno più che mai, si chiama notte tropicale: quando il termometro fatica a scendere sotto i 20 gradi anche nelle ore più fresche prima dell’alba, con il corpo che non riesce a recuperare le energie come dovrebbe.

Le 15 città italiane in bollino rosso

Il Ministero della Salute aggiorna quotidianamente il bollettino sulle ondate di calore per 27 capoluoghi italiani. Il bollino rosso corrisponde al livello 3 di allerta, quello più critico, e indica condizioni di emergenza con rischi elevati per l’intera popolazione, non solo per le fasce fragili. Oggi le città in bollino rosso sono:

  • Bologna
  • Bolzano
  • Brescia
  • Firenze
  • Frosinone
  • Milano
  • Perugia
  • Pescara
  • Rieti
  • Roma
  • Torino
  • Verona
  • Ancona
  • Venezia
  • Viterbo

In bollino arancione, rischio elevato ma non emergenziale, si trovano Latina e Bari. Proprio come ieri, a nessuna città monitorata viene assegnato il bollino verde.

Quanto durerà questa ondata di caldo?

La domanda che tutti si fanno in questi giorni è quanto durerà questa ondata di caldo estremo. Ebbene la risposta degli esperti è sconfortante: l’alta pressione di origine subtropicale che domina il Mediterraneo non mostra segni di cedimento, e sembra destinata a durare almeno fino ai primi giorni di luglio.

La Pianura Padana, in particolare, è destinata a restare nella morsa del caldo, con massime tra i 35 e i 37 gradi, fino al primo fine settimana di luglio. Nel frattempo, tra giovedì e venerdì, la situazione potrebbe persino peggiorare con la bolla di aria rovente che potrebbe spostarsi ancor più decisamente verso l’Italia, portando a valori che localmente potrebbero avvicinarsi ai 40 gradi.

C’è un elemento in più che rende questa estate diversa dalle precedenti: le anomalie termiche registrate quest’anno, fino a +10 gradi rispetto alla media storica del periodo, confermano un trend strutturale. Secondo i dati del CNR, giugno 2025 ha chiuso con un’anomalia di +3,02 gradi sulla media 1991-2020, il secondo mese di giugno più caldo mai registrato in Italia. L’estate 2026 sembra destinata a seguire e superare quello stesso percorso.

Le notti tropicali

L’aspetto che preoccupa di più gli esperti di salute pubblica è il fenomeno delle notti tropicali, ossia quando la temperatura minima non scende mai sotto i 20 gradi. In diverse città italiane, in questi giorni, il termometro fatica a calare sotto i 25-26 gradi anche nelle ore più fresche prima dell’alba. I dati dell’ISPRA mostrano che nelle ultime decadi il numero di notti tropicali in Italia è cresciuto in modo significativo e preoccupante. A titolo di esempio, ad Alba nel 2025 se ne sono registrate 28, contro una media storica di 16.

Il problema non è solo il disagio. Durante la notte, il corpo umano dovrebbe disperdere il calore accumulato durante il giorno. Quando le temperature rimangono alte, questo processo fisiologico si inceppa: il corpo non recupera, la stanchezza si accumula giorno dopo giorno e i rischi per la salute aumentano, specialmente per chi è già in condizioni di fragilità.

Cosa fare per proteggersi: i consigli del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha diffuso un decalogo di comportamenti da adottare durante i giorni di grande caldo.

Durante il giorno

Evitare di uscire nelle ore più calde, che vanno dalle 11 alle 18. Non è un consiglio generico: nelle città in bollino rosso, è una misura di sicurezza vera e propria. Utile e consigliato schermare le finestre esposte a sud e sud-ovest con persiane o tende prima che il sole le colpisca, non dopo, questo perché il calore che entra in casa al mattino resta intrappolato per ore.

L’aria condizionata è efficace, ma va usata bene: impostare una temperatura tra i 25 e i 27 gradi, non oltre 6-7 gradi al di sotto di quella esterna, per evitare sbalzi eccessivi che mettono a rischio la salute.

Idratazione

Bere acqua regolarmente, anche senza sentire la sete. L’anziano in particolare tende a percepire meno lo stimolo della sete, anche quando è già in uno stato di disidratazione. Il consiglio del Ministero è bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, incrementando in base all’attività fisica e alla sudorazione.

Limitare l’alcol e le bevande con molta caffeina, che favoriscono la disidratazione. Non lasciare mai bambini o animali in macchina, nemmeno per pochi minuti: l’abitacolo di un’auto al sole può raggiungere temperature letali in meno di un quarto d’ora.

Per dormire meglio nelle notti tropicali

Arieggiare l’abitazione la notte e nelle primissime ore del mattino, quando le temperature esterne sono al minimo. Poi, appena il sole comincia a scaldare, chiudere tutto e abbassare le tapparelle.

Scegliere lenzuola leggere in cotone o lino: questi materiali favoriscono la traspirazione e aiutano la dispersione del calore corporeo. Evitare i materiali sintetici.

Sul ventilatore c’è un malinteso diffuso: non rinfresca l’ambiente, ma sposta l’aria. Quando la temperatura interna supera i 32 gradi, la sua efficacia cala drasticamente. In quelle condizioni, può addirittura aumentare la disidratazione se non si beve a sufficienza. Meglio non puntarlo direttamente sul corpo per molte ore di fila.

Prima di andare a letto, una doccia tiepida, non fredda, aiuta ad abbassare la temperatura corporea. L’acqua gelata, paradossalmente, può provocare una reazione dell’organismo che finisce per aumentare la produzione di calore.

Cena leggera: evitare cibi grassi, elaborati o piccanti. Il Ministero consiglia alimenti freschi, facilmente digeribili, frutta e verdura di stagione.