Da giorni il termometro non dà tregua agli italiani, ma quel che è peggio è che le previsioni non lasciano scampo perché certificano che il peggio deve ancora arrivare. Mentre le città si svuotano nelle ore più calde e i pronto soccorso registrano un pauroso aumento degli accessi, appare sempre più chiaro che non siamo davanti a una normale ondata di calore ma ad una vera e propria emergenza sanitaria.
Meteo: oggi ben 17 città ottengono il bollino rosso
Il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute aggiorna ogni giorno la mappa del rischio su 27 città italiane. Nella giornata di oggi, giovedì 25 giugno 2026, le città classificate al Livello 3, ossia il massimo dell’allerta, sono salite a diciassette: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo e, da oggi, anche Bari, che abbandona il bollino arancione del giorno precedente.
Un trend che, purtroppo, è in peggioramento perché domani i bollini rossi saliranno a diciotto, segno che il peggio non è ancora arrivato.
Il picco tra domenica e lunedì, con temperature massime attese fino a 40-41 gradi
Infatti su un punto tutti gli esperti sono concordi: il cuore di questa ondata di calore è atteso tra domenica e lunedì. Il meteorologo Simone Abelli di Meteo Expert spiega che la massa d’aria calda, che nelle ultime settimane ha stazionato sull’Europa occidentale colpendo duramente Spagna e Francia, si sta spostando verso il Mediterraneo centrale. L’Italia, e in particolare la Pianura Padana e la Toscana, si troveranno nel pieno del nucleo più caldo dell’anticiclone africano.
Le temperature previste per domenica e lunedì toccheranno punte di 40-41 gradi nelle città del centro-nord, con Milano, Bologna, Firenze e Roma in prima fila. Le notti non offrono sollievo: in molte città si parla di notti tropicali, con temperature minime che faranno fatica a scendere sotto i 26-27 gradi anche nelle ore più fresche prima dell’alba.
Davanti a questo scenario da film horror, la domanda di tutti gli italiani è “quando finirà?”. Al momento i modelli meteorologici indicano che un primo segnale di cambiamento potrebbe arrivare nella prima decade di luglio, quando potrebbe arrivare un lieve calo termico, ma nulla è ancora certo.
Il bilancio delle vittime: cinque morti in Italia
L’ondata di caldo, iniziata domenica 21 giugno, ha già lasciato una scia di morti nel nostro Paese. Il bilancio aggiornato parla di cinque decessi riconducibili alle alte temperature. Morti silenziose, quasi invisibili, avvenute da nord a sud. Persone che lavoravano all’aperto, persone fragili, persone sole. Non è un caso se il ministro della Salute Orazio Schillaci ha convocato per oggi una riunione tecnica di emergenza: “Dobbiamo tutelare fragili, anziani e bambini”, ha dichiarato.
L’OMS ha nel frattempo dichiarato l’ondata di calore europea un’emergenza sanitaria, mentre in Francia si segnalano oltre 42 vittime per annegamento dall’inizio dell’ondata termica e in Spagna si sono toccati picchi di 45 gradi in alcune regioni.
Cosa fare: i consigli ufficiali del Ministero della Salute
Il Ministero della Salute ha pubblicato un decalogo di consigli pratici per affrontare l’emergenza caldo. Eccoli, senza filtri:
- Non uscire nelle ore più calde. L’esposizione diretta al sole va evitata tassativamente tra le 11.00 e le 18.00. Se proprio si deve uscire, farlo nelle prime ore del mattino o dopo il tramonto.
- Bere molta acqua, anche senza sete. Almeno un litro e mezzo al giorno, meglio di più. Questo vale soprattutto per gli anziani, che spesso non avvertono lo stimolo della sete anche in stato di disidratazione. Da evitare invece alcol, bevande gassate e caffè in eccesso.
- Mangiare leggero. Via libera a frutta, verdura e cibi freschi ricchi di acqua. No a pasti elaborati, ricchi di grassi e difficili da digerire. Cinque porzioni di frutta e verdura al giorno è il consiglio dell’Istituto Superiore di Sanità.
- Rinfrescare casa e ufficio. Schermare le finestre esposte a sud e sud-ovest con tende e persiane, che blocchino la luce ma non l’aria. Se si usa l’aria condizionata, non abbassare la temperatura sotto i 25-27 gradi rispetto all’esterno: gli sbalzi termici bruschi fanno male quanto il caldo.
- Vestirsi nel modo giusto. Indumenti chiari, leggeri, di cotone o lino. Mai fibre sintetiche. All’aperto, cappello a tesa larga e occhiali da sole con filtro UV. Crema solare ad alto fattore protettivo, anche in città.
- Attenzione al ventilatore. Utile se la temperatura in casa non supera i 32 gradi. Oltre quella soglia diventa controproducente. Non orientarlo mai direttamente sul corpo, soprattutto nel caso di anziani o bambini.
- Controllare i farmaci. Alcune categorie di medicinali — per la pressione, diuretici, antidepressivi — aumentano la sensibilità al caldo o favoriscono la disidratazione. Chi segue terapie croniche deve consultare il medico di base prima che inizi il picco.
- Non lasciare mai nessuno in auto. Neonati, bambini, anziani e animali domestici non vanno mai lasciati in un’auto parcheggiata, neanche per pochi minuti. All’interno di un’auto sotto il sole la temperatura può superare i 50 gradi in meno di un quarto d’ora.
- Controllare i vicini fragili. Anziani soli, persone non autosufficienti, senzatetto: sono le categorie più esposte. Un semplice controllo, una telefonata, possono fare la differenza. In caso di necessità, segnalare la situazione ai servizi socio-sanitari locali.
- Proteggere gli animali domestici. Acqua fresca sempre disponibile, soste all’ombra durante i tragitti in auto, niente passeggiate nelle ore più calde. L’asfalto sotto il sole diretto può bruciare le zampe dei cani.
Cosa NON fare: gli errori più comuni
Oltre ai consigli, esistono comportamenti diffusi che in questi giorni possono diventare pericolosi e che bisogna tassativamente evitare.
- Non bere alcol per rinfrescarsi perché l’alcol dilatando i vasi sanguigni, aumenta la sudorazione e favorisce la disidratazione.
- Non fare sport nelle ore centrali, nemmeno una passeggiata veloce. Per chi vuole praticare attività fisica, il consiglio è di farla al mattino presto o alla sera inoltrata, assicurandosi di garantire una corretta e abbondante idratazione prima, durante e dopo lo sforzo fisico.
- Non fidarsi del ventilatore a temperature elevatissime. Sopra i 32 gradi in casa il ventilatore muove aria calda e aumenta la disidratazione invece di alleviare il disagio.
- Non ignorare i segnali di allarme. Mal di testa persistente, nausea, confusione, pelle secca e rossa, assenza di sudorazione nonostante il caldo: sono tutti possibili sintomi di colpo di calore, un’emergenza medica che richiede intervento immediato. Per chi accusa questi sintomi è consigliato chiamare il 118.
- Non abbassare il condizionatore a temperature polari, perché un divario di più di 7-8 gradi tra interno ed esterno può causare problemi respiratori e aumentare i rischi per la salute.
I numeri utili in caso di emergenza
In caso di emergenza sono attivi il numero 118, per le emergenze mediche, e il numero verde del Ministero della Salute, 800.274.274. Il bollettino giornaliero sulle ondate di calore è consultabile sul portale del Ministero della Salute (salute.gov.it)