Salvatore Legnosecco, luogotenente della Marina Militare originario di Augusta, in provincia di Siracusa, è una “vittima del dovere”. A sei anni dalla sua scomparsa, avvenuta a causa di un tumore polmonare, il Tribunale di Siracusa ha accolto la richiesta presentata dalla moglie Assunta Restivo e dai figli Vanessa e Antonino, riconoscendo il legame tra la malattia e l’attività svolta dal militare durante oltre quarant’anni di servizio allo Stato.
La sentenza di cui ha dato notizia Askanews, pronunciata nonostante l’opposizione dell’Avvocatura dello Stato, ha stabilito che il tumore polmonare che ha causato la morte di Legnosecco è riconducibile all’esposizione professionale all’amianto subita negli anni di servizio. Il provvedimento dispone quindi il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa per le vittime del dovere, per un valore complessivo di circa 500mila euro tra speciale elargizione e vitalizi arretrati.
Salvatore Legnosecco riconosciuto dal tribunale di Siracusa come vittima del dovere
Entrato in Marina nel 1975, Legnosecco ha prestato servizio fino al 2017. Per 29 anni è stato imbarcato sulle unità navali della Marina Militare con il ruolo di elettricista e capo elettricista, lavorando quotidianamente in ambienti caratterizzati dalla presenza diffusa di amianto.
Il militare è morto il 7 febbraio 2020, all’età di 61 anni, lasciando la moglie Assunta, oggi sessantottenne, e i due figli, che al momento della perdita del padre avevano rispettivamente 34 e 30 anni.
“Questa sentenza restituisce dignità alla memoria di Salvatore e riconosce il dolore di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo oltre quarant’anni di servizio allo Stato. Per troppo tempo il rischio amianto nelle Forze Armate è stato sottovalutato. Oggi il Tribunale ha accertato che quell’esposizione ha avuto un ruolo determinante nella malattia che lo ha ucciso. Nessun risarcimento potrà restituirlo ai suoi affetti, ma questo riconoscimento afferma un principio fondamentale: chi si ammala servendo il Paese non può essere dimenticato”, ha dichiarato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.