Conte è l’uomo più calunniato d’Italia, Putin il più calunniato del mondo. Come si spiega? Viviamo in tempi di odio?
Armando Luzi
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Gentile lettore, quando parla di Conte o Reddito di cittadinanza e Bonus 110, Meloni strabuzza gli occhi tipo colpo apoplettico. Renzi, a nominar Conte, perde il controllo della mascella e somiglia più che mai a Mr. Bean. Lo stesso, più in grande, avviene per Putin. Come si spiega? Conte fa paura perché è onesto, colto, capace, non intrallazza, non s’è formato nelle parrocchiette dove una mano lava l’altra ed entrambe si lavano le rogne. Quanto a Putin, il successo storico nel riportare la Russia alla luce dopo la caduta dell’Urss, al di là dei giudizi personali, ne fa un gigante contemporaneo. Tale statura mette in rilievo il nanismo dei nostri: Ursula, Meloni, Macron, Merz, Starmer… Dunque Putin andava azzannato dal branco in virtù della “teoria del capro espiatorio” dell’antropologo René Girard (1925-2015) per cui si riversano su uno le colpe di tanti. L’effetto ultimo è che Putin è diventato il bancomat d’Europa. La dinamica è questa: nella prima fase lo si dipinge come l’archetipo di tutti i mali; fatti inesistenti vengono raccontati come fossero reali; ogni nefandezza possibile e impossibile gli è addebitata. Persuasi i popoli, scatta la seconda fase, la monetizzazione. Per combattere un male straordinario sono necessarie misure straordinarie, ed ecco che le élite chiedono montagne di soldi per aiutare l’Ucraina e per il mitico riarmo perché Putin invaderà l’Europa e la guerra è inevitabile. Cui prodest? Un giorno tutto ciò sarà un grande caso di studio sociologico. Se sopravviveremo, beninteso.
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