Sedici anni dopo il Sudafrica, la Spagna torna sul tetto del mondo. Al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, la Roja ha battuto 1-0 l’Argentina campione in carica, decidendo la finale al 106′ con un gol di Ferran Torres su assist di Nico Williams. Per gli iberici è la seconda stella della storia, dopo quella conquistata nel 2010, e la squadra di Luis de la Fuente diventa la prima nazionale del Ventunesimo secolo a vincere due volte la Coppa del Mondo.
Una finale decisa ai supplementari
La partita si è aperta con la Spagna subito propositiva: al primo affondo Lamine Yamal si è procurato un tiro deviato da Lisandro Martínez, bloccato senza troppi patemi dal portiere Emiliano Martínez. Il resto del primo tempo ha vissuto su ritmi bassi, con gli spagnoli a fare la partita e l’Argentina a cercare spazi in ripartenza. Al 39′ un tentativo di Oyarzabal dal limite non ha creato particolari pericoli, mentre Cucurella ha sfiorato il vantaggio con un destro di poco a lato. Nel finale di frazione Scaloni ha dovuto rinunciare a Lisandro Martínez, infortunato, sostituito da Otamendi.
Nella ripresa e nei tempi supplementari il copione non è cambiato: possesso palla e occasioni per la Roja, un’Argentina rimasta in dieci uomini dopo l’espulsione di Enzo Fernández e costretta a difendersi con ordine fino allo scadere. A sbloccare il risultato, al 106′, è stato Ferran Torres, subentrato dalla panchina e bravo ad arrivare per primo su un pallone vagante in area di rigore. Nel finale l’Albiceleste ha provato il forcing disperato, Simeone ha sfiorato il pareggio al 122′ calciando alto, ma la difesa spagnola ha retto fino al triplice fischio dell’arbitro sloveno Slavko Vincic.
L’ultima notte di Messi, l’inizio dell’era Yamal
Sul piano emotivo, la finale ha avuto il sapore di un passaggio di consegne. Il duello generazionale tanto annunciato tra Lionel Messi e Lamine Yamal lo ha deciso, alla fine, un terzo protagonista: proprio come Andrés Iniesta nel 2010, anche stavolta è stato un giocatore del Barcellona a firmare il gol scudetto.
Messi, alla sua ultima apparizione mondiale, esce sconfitto in finale esattamente come gli accadde a Diego Maradona quattro anni dopo il trionfo del 1986: un parallelo che i tifosi argentini difficilmente dimenticheranno. Le sue lacrime dopo il triplice fischio hanno fatto il giro dei social più della premiazione stessa.
Una generazione da record
Per la Spagna il successo arriva al termine di un torneo dominato quasi senza soste: la squadra di De la Fuente ha chiuso il Mondiale imbattuta, confermando i favori della vigilia dopo il double storico Mondiale-Europeo già centrato dalla generazione 2008-2012.
Tra i protagonisti della cavalcata iridata spiccano Unai Simón, premiato come miglior portiere del torneo dopo aver subito una sola rete in tutta la competizione, Cubarsí, eletto miglior giovane, e Rodri, capitano e Pallone d’Oro del Mondiale, che entra così nell’esclusivo club di calciatori capaci di vincere in carriera Mondiale, Pallone d’Oro e Champions League. La coppa è stata consegnata a Rodri direttamente dal presidente della FIFA Gianni Infantino e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, presente sugli spalti insieme ai reali di Spagna, con la regina Letizia e le figlie Leonor e Sofia in tribuna a festeggiare la seconda stella della Roja.