Ci sono battaglie che meritano di essere combattute. A prescindere. Quando in gioco c’è la democrazia, neppure l’incertezza del risultato può essere un alibi per astenersi dall’impegno che la posta in gioco giustifica. Sulle colonne di questo giornale lo abbiamo già fatto in favore della libertà di informazione, sostenendo nella passata legislatura le iniziative legislative contro le querele temerarie e i conflitti d’interessi in editoria.
E pazienza se la prima è stata affossata in Parlamento e la seconda non è stata neppure calendarizzata. Erano battaglie di principio che valeva la pena comunque di combattere. Con lo stesso spirito, sposiamo ora l’appello, sotto forma di petizione, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla riforma della legge elettorale, il cosiddetto Melonellum, che se confermata dal Senato esproprierà ancora una volta il cittadino-elettore del diritto di scegliere i propri rappresentanti.
L’iniziativa è di Primo Di Nicola, ex senatore e giornalista di lungo corso, già firmatario delle due iniziative legislative sulla libertà di stampa testé citate. Ma cosa si chiede nel dettaglio al capo dello Stato? In una parola di “vigilare”, in qualità di garante della Costituzione, “affinché questo impianto non si consolidi senza un adeguato dibattito pubblico e senza un correttivo che restituisca ai cittadini un margine di scelta sui propri rappresentanti”. Invitando l’inquilino del Quirinale, “se il testo dovesse giungere alla Sua firma senza modifiche su questo punto, di valutare l’esercizio della facoltà prevista dall’articolo 74 della Costituzione”.
Vale a dire, “il rinvio della legge alle Camere con messaggio motivato, affinché il Parlamento possa riconsiderare in particolare l’assenza di strumenti di scelta diretta dei parlamentari da parte degli elettori”. In modo che “prima della promulgazione, sia garantito il massimo livello di attenzione costituzionale a un tema che riguarda il cuore della rappresentanza democratica”. Una battaglia alla quale invitiamo chiunque abbia a cuore la salute della democrazia ad unirsi. Firmando la petizione che troverete a questo link.