Giorgia Meloni non condivideva né condannava la guerra di Usa e Israele in Iran. Nessuna presa di posizione. Eppure in quella guerra l’Italia, di fatto, c’è già. Perché, come emerso nelle ultime ore, sono almeno 700 i militari italiani impegnati in Arabia Saudita e in altri Paesi del Golfo, proprio per prevenire gli attacchi iraniani.
Il compito di questi militari è quello di fare scudo contro gli attacchi di Teheran. E già da marzo centinaia di militari del nostro Paese sono di stanza in Arabia Saudita. Nella zona di guerra sono stati schierati anche i sistemi contraerei nazionali, come le batterie missilistiche Samp-T e i caccia Eurofighter.
La missione dei militari italiani in Arabia Saudita e nei Paesi del Golfo
La notizia è stata rivelata dal Giornale e poi confermata anche da una nota sul sito del ministero della Difesa. Esiste, in pratica, una Task Force Arabia “dalla seconda metà di marzo 2026”. L’Italia ha infatti schierato un dispositivo dell’Aeronautica a supporto delle Forze armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Il compito della task force è di sorvegliare e difendere lo spazio aereo, proteggendo inoltre le “forze e gli interessi nazionali presenti nell’area”. Parliamo di circa 400 uomini e donne dell’Aeronautica, con anche quattro caccia Eurofighter impiegati. Secondo Repubblica, in realtà, il numero di militari italiani presenti nell’area sarebbe molto molto più alto, con almeno altre 300 persone presenti negli Emirati Arabi Uniti.
Sempre Repubblica racconta che il contingente sarebbe anche già entrato in azione diverse volte per proteggere i Paesi in cui è schierato. Soprattutto per abbattere i missili iraniani attraverso gli strumenti tecnologici in dotazione. Se il governo ha comunicato le richieste di aiuto provenienti da alcuni Paesi arabi, proprio a marzo, allo stesso modo Antonio Tajani e Guido Crosetto non hanno mai parlato dell’invio del personale italiano nell’area.
Il dispiegamento di militari in questi Paesi è stato, di fatto, autorizzato dalle Camere attraverso passaggi generici in alcuni provvedimenti, nei quali si permetteva di utilizzare il personale per assistenza dei cittadini italiani ed evitando, per esempio nel decreto Missioni, di specificare in quale Paese sono stati dislocati i militari in Medio Oriente.
Pd in pressing: il governo faccia chiarezza
Sul caso intervengono i capigruppo del Pd nelle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, Alessandro Alfieri, Enzo Amendola e Stefano Graziano. Insieme al responsabile Esteri del partito, Giuseppe Provenzano, annunciano di aver presentato un’interrogazione parlamentare “per chiedere chiarezza in merito alla nuova task force in Arabia Saudita che vede impegnati militari italiani in un teatro caratterizzato da tensioni crescita”. I dem sottolineano che l’ultima delibera sulle missioni internazionali non prevede, inoltre, l’impiego di militari in Arabia Saudita: “Se le notizie fossero confermate, siamo andati oltre, utilizzando assetti e personale militare in un Paese che non rientra espressamente nella proroga che autorizza le missioni per il 2026”.