Meloni apre a Schlein, ma solo per attaccare le opposizioni: “Non ho pregiudizi come loro”

L'apertura di Meloni alla proposta di Schlein sulla transizione energetica è solo un modo per attaccare le opposizioni.

Meloni apre a Schlein, ma solo per attaccare le opposizioni: “Non ho pregiudizi come loro”

Proprio non ce la fa, Giorgia Meloni, a cercare un dialogo senza pregiudizi e frecciatine nei confronti delle opposizioni. Neanche quando si dice aperta alla valutazione di una proposta arrivata dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. La proposta, nello specifico, è quella riguardante l’utilizzo di 14 miliardi: Schlein chiede alla presidente del Consiglio di collaborare per capire come impiegare questa cifra, entro il 2028, per accelerare sulla transizione energetica.

Meloni non chiude alla proposta dem, anzi: “Non ho avuto ancora il tempo di approfondire” la lettera di Schlein, dice, ma assicura che intende “approfondirla senza pregiudizi. Non ho assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate”. Tutto bene, si direbbe. Finalmente la volontà di aprire un dialogo nell’interesse del Paese. E invece no, perché anche questa questione diventa un’occasione per attaccare l’opposizione.

Meloni apre a Schlein ma solo per attaccare l’opposizione

“Sicuramente – afferma Meloni a margine della sua visita a Oslo – non ho i pregiudizi dell’opposizione italiana che quasi quasi sta chiedendo di andare a pagare il bollo della macchina per contestare i provvedimenti del governo”. La frecciatina, anche questa volta, non poteva mancare. Anche se viene ammorbidita dall’apertura nei confronti della proposta del Pd: “Se ci saranno delle proposte utili le prenderò in considerazione”.

Poi la presidente del Consiglio ribalta la questione, sostenendo che da una “lettura velocissima” della lettera sarebbe emerso un altro aspetto, tanto che Meloni si dice “contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo”. Nella lettera inviata a Repubblica, Schlein ha proposto un piano preciso da strutturare in cinque interventi: l’idea è quella di aprire un dialogo su come utilizzare le risorse previste per la transizione energetica. Schlein parla di cinque interventi basati “in buona parte su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbero contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese”.