Tutti schierati: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Giancarlo Giorgetti si prendono la scena per il primo grande annuncio da campagna elettorale. In una conferenza stampa che è una rarità al termine dei Consigli dei ministri. Ma stavolta l’occasione è troppa ghiotta per farsela sfuggire, semplicemente perché viene abolita “la tassa più odiata dagli italiani”, come dice Meloni. Ovvero il bollo auto.
Soldi per tagliare le accise sui carburanti non ci sono più, tanto che lo sconto verrà ridotto sin da subito. Ma quelli per un mega-spot elettorale invece si trovano. Perché la cancellazione del bollo auto per i veicoli con meno di 80 kw di potenza costa 2,29 miliardi. Soldi che, però, attualmente finiscono alle Regioni: il governo dovrà quindi trasferire le stesse risorse ai governatori per compensare il mancato gettito. Le risorse verranno trovate attraverso economie del Pnrr, fa sapere il governo.
Meloni cancella il bollo auto, ma riduce il taglio delle accise
Insomma, la campagna elettorale è iniziata e a farne le spese sono gli italiani che tutti i giorni devono fronteggiare il caro carburanti. Perché il governo ha ridotto il taglio delle accise: da domani passa da 17,1 centesimi al litro a 12,2 (Iva inclusa) per il gasolio. Poi, dopo un’altra settimana, si scende a 6,1 centesimi di sconto. Fino al 5 ottobre, quando lo sconto sparirà ma potrebbe essere rimpiazzato dal meccanismo delle accise mobili, come spiega Meloni. E per la benzina, invece, niente.
D’altronde il taglio delle accise sembrerà sempre poca roba, almeno in chiave elettorale. Soprattutto nel giorno in cui il diesel tocca un nuovo record storico. Meglio, allora, cancellare il bollo per autoveicoli e motocicli: scatterà nel 2027 per le vetture piccole e medie (circa il 70% del totale, stima il governo) e le moto per un totale di 14,5 milioni di veicoli.