La linea ufficiale del governo è che comunque è stato fatto un passo avanti discutendo la proposta di Roma di costruire nuovi centri per i migranti in Paesi terzi, come avvenuto con l’Albania. La verità è che la discussione non ha portato a nulla e che durante la videocall dei ministri dell’Interno dell’Ue il tema è stato accennato ma niente più. Tanto che l’ipotesi di hub in Africa, spacciata dal governo italiano come il tema principale del vertice, neanche rientra nelle conclusioni del summit.
Ma la sconfitta per il governo di Giorgia Meloni è anche un’altra, perché gli Stati membri hanno chiuso la pratica Ceuta, spiegando che la crisi è rientrata e che neanche un migrante è riuscito ad arrivare in Spagna e nell’area Schengen. Inutile dire, quindi, che la sospensione di Schengen con la Spagna decisa dal governo è stata completamente inutile. E ha anche portato a una nuova protesta formale di Madrid, che chiede all’Italia di ritirare subito il blocco. Non è un caso che anche i toni di Matteo Piantedosi durante il vertice siano stati più morbidi rispetto agli scorsi giorni, con la necessaria solidarietà espressa alla Spagna, cosa finora non fatta.
Tra Ceuta e centri per i migranti, doppia sconfitta per l’Italia in Ue
Il governo ha previsto la sospensione per un mese di Schengen con la Spagna, ma alla luce degli ultimi sviluppi sembra difficile poter andare avanti così a lungo. Tanto più che a essere penalizzati sono solamente i cittadini italiani (o quelli spagnoli che vengono in Italia, non di certo un aiuto al turismo). E così il blocco, secondo Repubblica, potrebbe essere cancellato entro ferragosto.
C’è poi l’altra sconfitta, quella sugli hub in Africa. L’Italia vorrebbe crearli, ignorando il flop dell’Albania, con centri costati tantissimo ma vuoti, in Ghana, Ruanda e Uganda. Ma vorrebbe farlo a spese dell’Ue. E qui la trattativa si fa difficile, perché i Paesi nordici che hanno sostenuto Meloni in questa battaglia contro la Spagna (ma esprimendo solidarietà e con toni molto più pacati) sono gli stessi che si oppongono a una maggiore spesa europea, anche per i migranti. E se si dovesse puntare ad aumentare i fondi per gli hub, allora si dovrebbe tagliare sulla coesione. Punto su cui Roma rischia anche di perdere l’alleanza con Madrid, finora fondamentale.