Il ballottaggio, inizialmente proposta dal centrodestra nella riforma della legge elettorale, non ci sarà. Il testo approvato alla Camera non prevede una sfida tra le due coalizioni e i due candidati premier più votati. Ma negli ultimi giorni il tema è tornato al centro del dibattito con la proposta di alcuni esperti che ritengono che quello del ballottaggio sarebbe il sistema migliore.
Ma cosa succederebbe in caso di ballottaggio e quanto può influire la scelta del candidato premier nel campo largo? È quello che ha provato a stimare il sondaggio Ipsos-Doxa, che valuta i risultati di un ipotetico ballottaggio alle elezioni politiche. Cosa sceglierebbero quindi gli italiani e cosa cambierebbe in base all’avversario di Giorgia Meloni?
Sondaggi elettorali, i due scenari in caso di ballottaggio
Nel sondaggio si prendono in considerazione le due coalizioni attuali: il centrodestra comprende le attuali forza di governo (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati), escludendo Futuro Nazionale; per il centrosinistra è invece stato considerato il campo largo, che comprende Pd, M5s, Avs e anche Italia Viva e +Europa.
Il risultato è un divario molto contenuto, con uno scarto che non supera i due punti percentuali. Sono due gli scenari considerati a livello di leadership. In entrambi i casi la candidata del centrodestra è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Per il centrosinistra, invece, in uno scenario la candidata è la segretaria del Pd, Elly Schlein, e nel secondo è il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.
Perché Conte ha più possibilità di sconfiggere Meloni rispetto a Schlein
Partiamo dal primo scenario: in caso di ipotetica sfida tra Meloni e Schlein, sarebbe la presidente del Consiglio la favorita, con il 51,2% dei voti contro il 48,8% della segretaria dem. Un dato che dipende anche dal fatto che gli elettori dei 5 Stelle si mostrano più restii a votare una coalizione guidata da Schlein: è incerto il 15% di loro.
Nel dettaglio, tra gli elettori Pd in questo scenario il 95% voterebbe certamente Schlein mentre il 5% sarebbe nel campo degli indecisi o del non voto. Tra gli elettori 5 Stelle l’84% voterebbe Schlein e ben il 16% è indeciso. In più va considerato il fattore Vannacci: l’89% degli elettori di Futuro Nazionale voterebbe Meloni in un ballottaggio contro Schlein e solo l’11% sarebbe indeciso.
Nel secondo scenario la situazione si ribalta: in vantaggio ci sarebbe Giuseppe Conte, con il 51% dei voti contro il 49% di Meloni. Gli elettori del Pd si mostrano propensi a votare per Conte, tanto che la quota di indecisi si dimezza rispetto a quella dei 5 Stelle nel primo scenario: solamente il 7-8% degli elettori dem ha dubbi nel votare Conte.
Nel dettaglio, il 92% degli elettori Pd voterebbe per Conte e solo l’8% sarebbe indeciso. Tra gli elettori pentastellati il 96% voterebbe Conte e il 4% sarebbe indeciso. Infine, anche gli elettori di Futuro Nazionale sarebbero meno propensi a votare Meloni: lo farebbe il 77% con il 20% di indecisi e addirittura un 3% che preferirebbe Conte a Meloni.