L'Editoriale

Che fregatura le note scritte in piccolo

Fra otto giorni una volante tedesca caricherà una ragazza somala e ce la spedisce. La propaganda di Meloni sbatte sulle note in calce.

Che fregatura le note scritte in piccolo

“Mercoledì 19 agosto lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere”. Sta scritto tutto su carta intestata del ministero dell’Interno tedesco, 25 giugno, centro di accoglienza in Baviera, destinataria una somala di ventidue anni, colpevole di essere passata da qui. Berlino non tratta: i dublinanti tornano al mittente.

Ieri mattina, intanto, Giorgia Meloni era su Instagram con la premier danese Mette Frederiksen, sorriso e “messaggio congiunto all’Europa”. Le uniche due donne a capo di un governo dell’Unione, ci tengono a precisare, unite contro “un’immigrazione incontrollata”. Cartolina e didascalia, con solo un mese e mezzo di ritardo sulla lettera bavarese.

Ma riavvolgiamo il nastro. Il 12 giugno 2026 entra in vigore il Patto sulla migrazione e l’asilo e il regolamento gemello sui rimpatri diventa in Aula «un accordo storico, frutto soprattutto del nostro lavoro». Ma in quello stesso pacchetto la responsabilità del Paese di primo ingresso sale da 12 a 20 mesi e chi riceve una richiesta di trasferimento non può dire di no: al massimo può solo spostare la data. Otto mesi in più di catena al piede, firmati con esibito orgoglio.

Poi arrivano i conti. Tra il 12 giugno e il 7 luglio le richieste sono 12 e Roma le respinge tutte e dodici, cioè fa l’unica cosa che il regolamento vieta. Il 15 luglio la Commissione promuove Spagna e Cipro e rimanda Roma a ottobre. La sovranità sbandierata da Meloni insomma è durata fino alla prima pagella.

E poi c’è Madrid. Il 1° agosto sospendiamo Schengen per chi arriva dalla Spagna, dall’8 agosto Madrid lo fa con chi parte dall’Italia, motivando con la “persistente pressione migratoria irregolare”. Ci hanno rispedito la stessa frase, cambiando solo il soggetto.

Giorgia ha smontato l’Europa dei vicini convinta che le lasciassero la casa intera. Adesso le suonano al campanello uno per volta. Fra otto giorni una volante tedesca parcheggia davanti a un centro della Baviera, carica la ragazza e ce la spedisce. I nostri genitori ci dicevano di leggere sempre le note scritte in piccolo nei contratti. La presidente del Consiglio era troppo impegnata nella propaganda, l’unica cosa che le riesce bene.