Sondaggi Trump, il gradimento è in picchiata: bocciato in 47 Stati su 50. Lui: “Numeri falsi”

Trump in difficoltà nei sondaggi: il gradimento crolla al 33%, 47 Stati su 50 bocciano il presidente. Il tycoon furioso su Truth.

Sondaggi Trump, il gradimento è in picchiata: bocciato in 47 Stati su 50. Lui: “Numeri falsi”

Donald Trump, stretto tra la guerra in Ucraina e quella in Iran, non se la passa bene. E non parliamo di una flessione fisiologica arrivata a metà mandato o di un singolo istituto che in un sondaggio denota un tracollo della popolarità del tycoon, ma un quadro che emerge dalle ultime rilevazioni di numerosi sondaggisti. Insomma una situazione “grave” che la Casa Bianca difficilmente può liquidare come un incidente di percorso.

Il verdetto Stato per Stato: solo tre roccaforti tengono

Partiamo dal dato più evidente. Secondo l’ultima elaborazione congiunta di YouGov e The Economist, in 47 Stati americani su 50 la quota di elettori che boccia l’operato del presidente supera quella di chi lo promuove.

Le uniche eccezioni sono Wyoming, Idaho e Virginia dove la maggioranza degli intervistati continua a dare un giudizio positivo. Si tratta, come fanno notare i sondaggisti, di tre Stati a forte trazione repubblicana. Ma il dato vero è che l’attuale presidente degli Usa viene dato perdente in tutti gli Stati tradizionalmente incerti, segno di un malessere diffuso e preoccupante.

Gradimento fermo al 33%: il peso dell’Iran

Il dato statale non è isolato. A rafforzare la sensazione che Trump sia in preda a una crisi di consensi, c’è anche il sondaggio ReutersIpsos del 17 agosto che fotografa un tasso di approvazione nazionale inchiodato al 33%. In altre parole soltanto un americano su tre è soddisfatto dell’operato del tycoon. Ed è il secondo rilevamento consecutivo che riporta dati simili.

C’è un fattore che pesa più di altri: la guerra contro l’Iran. Il sostegno al conflitto è sceso al 31%, in calo rispetto al 37% registrato a marzo e al 34% delle settimane immediatamente precedenti. Meno di un terzo degli americani oggi giustifica l’operazione militare contro Teheran, e questo si riversa direttamente sulla figura del presidente.

La reazione di Trump: “Sondaggi falsi, operazione di demoralizzazione”

La risposta del presidente degli Stati Uniti non si è fatta attendere ed è arrivata, come da copione, su Truth Social. Trump, con tono sprezzante, ha definito le rilevazioni “false”, accusando i “democratici della sinistra radicale” di diffonderne “in quantità mai viste prima”.

Trump parla apertamente di “operazioni di demoralizzazione”, pensate, a suo dire, per scoraggiare l’elettorato repubblicano dal recarsi alle urne. Poi la controffensiva retorica: “I sondaggi reali sono eccezionali e il morale nel nostro Paese è più alto che mai. Stiamo vincendo contro tutti, compreso l’Iran, un Paese che si trova in una spirale di collasso economico e militare”.

Nessun riferimento, ovviamente, al fatto che i numeri contestati arrivino da istituti diversi e con metodologie differenti. Anzi, le parole di Trump sembrano confermare seriamente le difficoltà che sta attraversando e che rischiano di metterlo nei guai durante le elezioni di midterm che si terranno a breve.

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