Se avete un figlio, un nipote o un alunno tra i 9 e i 15 anni, quasi sicuramente avete sentito parlare di Roblox. Magari lo avete visto con le cuffie in testa, concentrato su uno schermo, a costruire mondi o a correre in gare improbabili con amici sparsi in tutto il pianeta. Ebbene quello è Roblox, il popolare videogioco online che da qualche anno è diventato un fenomeno di massa sconfinato.
Un colosso del web che adesso l’Unione Europea ha iniziato a guardarlo con molta, molta attenzione.
Cos’è Roblox
Partiamo dalle basi, perché è una domanda che in molti si fanno ancora. Roblox è una piattaforma di gaming online: non un singolo videogioco, ma un ecosistema dove sono gli utenti stessi a creare le esperienze e a giocare a quelle realizzate da altri. Chiunque può progettare un mondo virtuale, caricarlo e condividerlo. Chiunque può entrarci, gratis, e iniziare a giocare.
Questa formula innovativa, ma non l’unica del suo genere, ha funzionato. Roblox è oggi una delle piattaforme di gioco più popolari al mondo, con una caratteristica che la distingue da quasi tutti i concorrenti: la sua base utenti è composta in larga parte da minori, letteralmente milioni di bambini e adolescenti.
I numeri aiutano a capire la scala di cui stiamo parlando. Nel quarto trimestre, Roblox ha registrato 144 milioni di utenti attivi giornalieri a livello globale, con una crescita del 69% rispetto all’anno precedente. Il dato, riportato da Reuters, racconta di una piattaforma che non sta semplicemente crescendo: sta accelerando.
Ed è proprio questa accelerazione, soprattutto in Europa, ad aver fatto scattare i campanelli d’allarme a Bruxelles.
I numeri europei: perché Roblox ha superato la soglia
Il nodo della questione è tutto nei numeri. Roblox ha dichiarato una media di 48 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione Europea, un dato riferito al semestre concluso il 13 febbraio 2026 e comunicato direttamente dall’azienda attraverso la propria disclosure di conformità UE.
Perché questo numero è importante? Perché esiste una soglia precisa, fissata dal Digital Services Act, ossia il regolamento europeo sui servizi digitali anche noto come DSA. La soglia è di 45 milioni di utenti mensili attivi nel blocco europeo. Chi la supera rientra automaticamente nella categoria delle “piattaforme online molto grandi”, in gergo tecnico VLOP (Very Large Online Platform). E una volta dentro quella categoria, le regole cambiano radicalmente, facendosi più stringenti.
Una soglia che, secondo la pagina ufficiale di compliance DSA di Roblox, è stata superata con il videogioco che ormai vanta 46,6 milioni di utenti mensili.
Cosa dice Bruxelles e cosa non ha ancora detto
Finora, la lista di servizi ai sensi del DSA ha ospitato esclusivamente servizi che tutti associamo ai social network o alle infrastrutture digitali: Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, WhatsApp, Google Maps. Mai un gioco e per questo è rilevante l’iscrizione di Roblox che denota come l’Europa guarda con rinnovato interesse e con grande preoccupazione al mondo del gaming online.
Il vero problema: i minori
Tutta questa attenzione regolatoria non nasce dal nulla. Il contesto è quello di una piattaforma, Roblox, frequentata in massa da bambini e adolescenti, che scatena le preoccupazioni dell’Ue.
Roblox, al momento non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda, salvo dire di essere sempre al lavoro per migliorare la sicurezza dei propri utenti.
La reazione degli Stati Uniti
Com’è facilmente intuibile, la vicenda non si gioca solo tra Bruxelles e la Silicon Valley. L’amministrazione statunitense di Donald Trump, infatti, ha già contestato pubblicamente alcuni aspetti del DSA, sostenendo che le sue disposizioni possano tradursi in un’eccessiva limitazione della libertà di espressione e in un aggravio normativo sproporzionato per le aziende tecnologiche americane.