Legge elettorale, Salvini affossa il ballottaggio: “Chi vince vince, non chiediamo agli italiani di tornare a votare”. Conte: “Il governo lavora per rimanere imbullonato al potere”

Salvini seppellisce il ballottaggio, Vannacci gongola. Boccia (Pd): legge elettorale da ritirare. Conte attacca sulle priorità della destra

Legge elettorale, Salvini affossa il ballottaggio: “Chi vince vince, non chiediamo agli italiani di tornare a votare”. Conte: “Il governo lavora per rimanere imbullonato al potere”

Il ballottaggio nella nuova legge elettorale è ormai cosa morta. A metterci la pietra tombale ieri è stato Matteo Salvini, che ha sciolto ogni ambiguità: “Siamo contrari al ballottaggio, abbiamo firmato un accordo sulla legge elettorale che prevede le liste, prevede le preferenze, basta”.

Il vicepremier leghista boccia senza appello il doppio turno: “Adesso chiedere alla gente di tornare a votare dopo 15 giorni anche no. Si vota in un giorno: chi vince vince e governa per 5 anni, chi perde fa l’opposizione”. E annuncia che la Lega chiederà agli alleati di votare contro l’emendamento presentato dal senatore di FdI Marcello Pera, proprio quello che introduceva il secondo turno.

Legge elettorale, iIl ballottaggio non è più una notizia

Il dem Dario Parrini non perde tempo a certificare il decesso: “La dichiarazione di Salvini mi pare la pietra tombale sul dibattito, quindi da oggi il ballottaggio non è più una notizia”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, che il ballottaggio l’aveva proposto per primo mesi fa, ammette la sconfitta con un certo fatalismo: “Improbabile ma non impossibile. Inferiori al 50%” le chance di rientrare nel testo finale, dice al Corriere, respingendo però l’idea che gli emendamenti servissero ad arginare Vannacci: “Non scherziamo”.

E Vannacci gongola e affonda il coltello

Ma è proprio sul nesso tra legge elettorale e ascesa di Vannacci che si concentra lo scontro politico più duro. Il generale coglie la palla al balzo e rilancia sui social con la consueta narrazione vittimista: “Prima il ballottaggio doveva essere la trappola perfetta: lasciare che Futuro Nazionale corresse al primo turno e poi pretendere i voti dei nostri elettori al secondo”.

Poi, scrive, “hanno fatto due conti” e capito che il meccanismo, liberando gli elettori dal “ricatto del voto utile”, avrebbe finito per rafforzare proprio Futuro Nazionale. Conclusione sprezzante: “Ieri il ballottaggio per fermarci. Oggi vogliono fermarlo perché ci rafforza. Cambiano formule, soglie e regole. Ma non possono cambiare la volontà degli italiani”.

Boccia: “Questa legge è un Porcellum mascherato”

Ed è esattamente il punto sollevato dal dem Francesco Boccia. “Cambiare legge elettorale ogni volta che un sondaggio fa crescere Vannacci non penso che sia il modo migliore per essere rispettosi delle regole su cui si fonda la democrazia”, dice.

“A Salvini questa legge elettorale non piace, a Tajani forse, ma penso che al resto di Forza Italia piaccia molto meno che a Tajani, la Meloni un giorno dice una cosa e il giorno dopo il contrario”. Per il capogruppo dem quello che sta uscendo dai lavori in commissione Affari costituzionali è “un Porcellum mascherato, pasticciato, chiaramente incostituzionale”, con un vizio di fondo sull’articolo 57 della Costituzione riguardo l’elezione regionale del Senato, “aggirato con una norma alla Camera”.

Il pressing dell’opposizione è tutto sulle preferenze: “Le opposizioni hanno presentato emendamenti che prevedono il superamento delle liste bloccate o con le preferenze o con i collegi uninominali. Scelgano loro come, ma diano agli italiani il potere di scegliere gli eletti”.

Nel frattempo i lavori proseguono spediti: il presidente della commissione Andrea De Priamo (FdI) conferma che da oggi partirà il voto sui 697 emendamenti presentati, con l’obiettivo di arrivare in Aula mercoledì e al voto finale il 15 settembre.

L’affondo di Conte

Ed è proprio su questo contrasto – tra i tempi dedicati alla legge elettorale e l’emergenza economica reale del Paese – che si scaglia Giuseppe Conte. Il leader M5S ha buon gioco a mettere in fila le priorità sbagliate dell’esecutivo: “Chi paga e chi festeggia”, scrive sui social, elencando il conto salato per gli italiani, dal record di inflazione di agosto ai 12 miliardi in più spesi negli ultimi sei mesi tra carburanti e bollette, fino al rischio di un raddoppio dei costi energetici per le imprese energivore.

E conclude: mentre il Paese affronta il record di inflazione e famiglie e imprese si impoveriscono, il governo “fa festa a Bari per celebrare il suo potere o lavora 24 ore al giorno su una legge elettorale confezionata e modificata al millimetro per rimanere imbullonati a quel potere”.