Detenuti al 41 bis in Sardegna, l’isola protesta ma lo Stato tira dritto

Cento detenuti al 41 bis a Uta, tredici leggi sarde impugnate, Viterbo svuotata: sull'isola la geografia decide prima del diritto.

Detenuti al 41 bis in Sardegna, l’isola protesta ma lo Stato tira dritto

L’insularità è entrata in Costituzione il 7 novembre 2022, con la legge costituzionale numero 2, per rimuovere gli svantaggi di chi vive circondato dal mare. Meno di quattro anni dopo la stessa condizione geografica è l’argomento con cui il ministero della Giustizia ha portato in Sardegna cento detenuti al 41-bis fra il 5 e il 6 settembre, con 207 agenti, dieci voli militari e due droni, e le statali di Cagliari chiuse. La norma che lo consente è la legge 94 del 2009, quarto governo Berlusconi, che prescrive istituti dedicati «preferibilmente in aree insulari».

La nuova sezione di Uta ha 92 posti. L’ha inaugurata a luglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il piano del ministero della Giustizia concentra i circa 750 detenuti al 41-bis in sette istituti, tre dei quali sardi, e spinge verso 240 la quota che tocca all’isola. La presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari lo aveva detto ai consiglieri regionali il 31 luglio 2025: la Sardegna sarebbe diventata la regione italiana con più detenuti al 41-bis, centottanta, nessuno dei quali sardo. La stessa relazione fa il conto: la spesa sanitaria di un detenuto è sostenuta da 680 residenti in Sardegna e da 3.325 in Friuli.

Il conto lo paga l’isola

Gli 88 del primo giro venivano da sei istituti, 41 da Viterbo, dove la sezione di Mammagialla ha chiuso. Il comunicato della Polizia penitenziaria dice a cosa serve: chiudere il 41-bis di Viterbo e di Terni recupera spazi detentivi, e servono, perché Antigone al 30 agosto misura un affollamento nazionale del 142,1 per cento, e lo spazio liberato resta sul continente mentre il carico attraversa il mare. La presidente della Regione Alessandra Todde ha annunciato ricorso al Tar e alla Corte costituzionale, dopo una lettera del 4 agosto rimasta senza risposta, e ha chiesto se il Lazio amministrato da Fratelli d’Italia sia una «regione amica». Terni però sta in Umbria, che il centrosinistra amministra: il colore della giunta spiega meno della distanza dalla terraferma.

La cronologia è più netta. Il 23 luglio 2026 la Corte costituzionale, con la sentenza 144, ha accolto il ricorso del governo e cancellato la sospensione che la Regione aveva imposto alle autorizzazioni per gli impianti rinnovabili nelle aree non idonee. Il 4 giugno il Consiglio dei ministri aveva scavalcato il no della Regione e del ministero della Cultura sul resort Tavolara Bay, autorizzato per la corsia della Zes, la Zona economica speciale, dentro i trecento metri dalla battigia dove il Piano paesaggistico vieta di costruire, revocandola il 2 luglio, dopo il ricorso al Tar della Regione. Dal 15 giugno al 5 luglio, in piena stagione turistica, la Marina militare ha esercitato all’Isola della Maddalena senza informare il Comitato misto paritetico per le servitù militari. Sempre la stessa isola.

Lo stesso metodo, fuori dall’isola

Il 28 maggio 2025 il governo ha impugnato la legge toscana sul fine vita, che era la prima in Italia, e la Consulta con la sentenza 204 del 2025 ne ha salvato l’impianto mentre bocciava le norme sui tempi. Stessa mossa contro la legge sarda 26 del 2025, stesso esito con la sentenza 148 del 24 luglio 2026, e il 16 febbraio 2026 l’esecutivo ha impugnato la legge dell’Emilia-Romagna sulle locazioni brevi. Le leggi sarde che Roma ha impugnato, come ha ricordato a Sardiniapost il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, sono tredici.

Il 2 settembre 2026 il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la stessa legge sul fine vita con 32 voti favorevoli e con il voto del presidente della Regione, che è della Lega. È la prima regione di centrodestra a dotarsene e il governo ha sessanta giorni per decidere se impugnare anche quella, e quel calendario dirà se il criterio è giuridico oppure geografico, perché la geografia, in Costituzione, doveva servire a proteggere le isole.