Le Lettere

L’incubo di Meloni

La vittoria di Afd in Germania è stata un po’ ingigantita. La Sassonia-Anhalt è uno dei Länder più piccoli e poveri del Paese. I Länder hanno forte autonomia amministrativa, ma non controllano il potere federale, che risiede saldamente a Berlino.
Monia Roversi
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Gentile lettrice, è vero, da Magdeburgo non si governa la Germania, ma la botta è stata violenta. Non solo per la dimensione – AfD al 44,6%, Cdu passata dal 38% al 17% – ma per il quadro generale. Se si fosse votato in tutti i Länder, ne sarebbe uscita una Germania stravolta e Afd quasi certamente sarebbe il primo partito. Né è ragionevole spiegare la vittoria col fatto che il Land è tra i più poveri: Afd è il primo partito in tutta l’ex Germania est, e nei sondaggi viaggia sul 20-25% anche in regioni ricche come la Baviera. Per Merz, uomo arrogante, il Cancelliere meno gradito di sempre, non è un allarme, è un terremoto. L’urto investe anche l’Ue, dove la von der Leyen è apparsa in imbarazzo nel commentare i risultati elettorali. E si capisce: una settimana fa l’Ue ha ricevuto uno schiaffo dal referendum in Islanda e ora registra la clamorosa avanzata di un’Afd antieuropeista. In Italia il risultato elettorale tedesco ha mandato in tilt il centro destra: Fi è “allarmata”, la Lega invece gioisce e Meloni tace ma il suo problema è grande: Afd ha mostrato che una destra anti sistema, come era Fdi prima di andare al potere, può vincere senza rinnegarsi e senza compromettersi con l’establishment. Per lei, che è genuflessa all’Ue e specialista nel fare il contrario di quello che prima predicava, è un incubo diventato realtà. Vannacci osserva e ride.

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