Stipendi, dalla flat tax alle tasse più basse: ripartono le promesse elettorali delle destre per la Manovra

Dal limite più alto della flat tax alla detassazione per gli stipendi dei giovani, Giorgetti apre il cantiere delle promesse per la Manovra.

Stipendi, dalla flat tax alle tasse più basse: ripartono le promesse elettorali delle destre per la Manovra

La flat tax, alla Lega, piace. E anche al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che lancia una nuova proposta in vista della prossima Manovra. L’obiettivo del titolare del Mef, sbandierato in occasione dell’evento leghista proprio sulla prossima legge di Bilancio, è quello di introdurre una tassazione agevolata, “una sorta di flat tax”, sugli aumenti di stipendi delle imprese per i giovani.

Giorgetti ricorda come nella scorsa Manovra sia stato introdotta una tassazione al 5%, con una flat tax, per i rinnovi dei contratti di lavoro. Ora, spiega Giorgetti, “si può fare qualcosa di simile con un accordo tra imprenditori e datori di lavoro che fanno un investimento sui giovani”.

Limite più alto della flat tax e pensioni, le promesse di Giorgetti per la Manovra

Il ministro dell’Economia prosegue, parlando di flat tax: “C’è l’opportunità di elevare ancora il limite per quanto riguarda la flat tax, che passa attraverso un limite, piuttosto astruso e secondo il mio giudizio ingiustificato, dell’Europa con cui bisogna negoziare”. L’idea è quella di alzare il limite della flat tax da 85mila a 100mila euro.

Giorgetti torna poi su uno dei cavalli di battaglia del suo partito, ovvero le pensioni. Tema su cui, però, il ministro dell’Economia ha impresso diverse strette negli ultimi anni, nonostante le promesse elettorali di cancellare la legge Fornero. Ora Giorgetti commenta la proposta, proprio del suo partito, di permettere l’uscita anticipata a 64 anni: un’ipotesi che “ha senso perché se si va a guardare la legge Fornero c’è una distorsione, chi ha iniziato a lavorare prima del ’96 viene trattato peggio di chi ha iniziato dopo, io questa cosa non la capisco”.

Eppure, anche se “costituzionalmente c’è qualche difetto” perché “serve una sorta di equità tra tutti i lavoratori” il problema rimane. Perché, come spiega il ministro dell’Economia, sul sistema pensionistico si “deve garantire un equilibrio dei conti e una equità di trattamento”. E, in conclusione, la proposta della Lega “deve essere letta nel modo corretto”.