Istruzione vietata, secondo l’Unicef nel mondo ci sono 93 milioni di bambini che non possono frequentare la scuola per colpa delle guerre

Istruzione vietata, secondo l'Unicef nel mondo ci sono 93 milioni di bambini che non possono frequentare la scuola per colpa delle guerre

Istruzione vietata, secondo l’Unicef nel mondo ci sono 93 milioni di bambini che non possono frequentare la scuola per colpa delle guerre

Le guerre non causano solo morte e distruzione, ma condannano anche le future generazioni. A far notare questo aspetto, spesso sottovalutato dai media e dagli opinionisti, è l’Unicef, secondo cui in tutto il mondo ben 93 milioni di bambini non possono frequentare la scuola a causa di conflitti e sfollamenti. Giovani alunni che restano lontani dall’istruzione per mesi, a volte per anni, con ripercussioni sul loro percorso scolastico e sulle loro possibilità di riscatto.

Come ricorda l’Unicef, in occasione della Giornata internazionale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi, dal 2005 al 2025 l’Onu ha verificato oltre 15.000 attacchi contro scuole in zone di conflitto. Soltanto nel 2025, gli attacchi sono stati oltre 1.600.

Nel rapporto si fa notare come l’impatto di questa situazione non riguardi soltanto l’accesso all’istruzione, ma anche l’apprendimento. Oltre il 90% dei bambini nei Paesi colpiti dalle guerre non è in grado di leggere un testo semplice all’età di 10 anni. Sempre secondo l’Unicef, l’istruzione è stata cronicamente trascurata nei finanziamenti umanitari, anche prima dei recenti tagli agli aiuti.

Istruzione vietata, secondo l’Unicef nel mondo ci sono 93 milioni di bambini che non possono frequentare la scuola per colpa delle guerre

A riprova di ciò, l’organizzazione internazionale che si occupa di minori fa sapere che nel 2025 i donatori hanno fornito solo il 24,3% dei fondi totali necessari per l’istruzione, rendendola uno dei settori più sottofinanziati. Il costo dell’inazione, secondo il comunicato dell’Unicef, “è devastante: ogni mese in cui un bambino non frequenta la scuola aumenta il rischio di abbandono scolastico definitivo, matrimoni precoci, sfruttamento, reclutamento da parte di gruppi armati e povertà a lungo termine. L’istruzione non è solo un diritto fondamentale; è un intervento che salva vite e cambia la vita, che protegge i bambini, ridona speranza e contribuisce a costruire società più resilienti e pacifiche”.

Ad oggi, ricorda ancora l’Unicef, 123 Stati hanno sottoscritto la Dichiarazione sulle scuole sicure, impegnandosi a proteggere studenti, insegnanti, scuole e università dagli effetti dei conflitti armati e a garantire la continuità dell’apprendimento anche durante le crisi.

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