Legge elettorale e sondaggi politici, le simulazioni di YouTrend con Rosatellum e Stabilicum: ecco chi vincerebbe nei quattro scenari ipotizzati

Simulazione YouTrend sulla nuova legge elettorale: seggi Camera e Senato nei 4 scenari, dal ruolo di Vannacci al nodo delle preferenze

Legge elettorale e sondaggi politici, le simulazioni di YouTrend con Rosatellum e Stabilicum: ecco chi vincerebbe nei quattro scenari ipotizzati

Il Senato ha approvato ieri la nuova legge elettorale, lo Stabilicum, e da quel momento la domanda che circola nei corridoi parlamentari e tra gli elettori è diventata inevitabile: se si votasse domani, chi vincerebbe? Una risposta, con tutti i distinguo del caso, arriva oggi dalla Supermedia YouTrend per Sky TG24, che ha incrociato i sondaggi più recenti con le regole del Rosatellum ancora in vigore e con quelle dello Stabilicum appena approvato ma che dovrà superare un ultimo passaggio alla Camera per il via libera definitivo. Il risultato è una fotografia politica in cui un nome, più di ogni altro, sembra destinato a decidere le sorti del prossimo governo: Roberto Vannacci.

Quattro scenari, due leggi elettorali

La simulazione di YouTrend non si limita a un singolo calcolo. Parte da due variabili decisive, ossia la legge elettorale applicata (Rosatellum o Stabilicum) e la collocazione politica di Futuro Nazionale, il partito dell’ex generale, dando luogo a quattro combinazioni possibili. Quattro scenari in cui gli equilibri parlamentari cambiano radicalmente, e a volte in modo sorprendente. In tutti i casi ipotizzati, però, un dato resta fisso: Vannacci è l’ago della bilancia della prossima legislatura. Non tanto per quanti voti riuscirebbe a raccogliere in solitaria, ma per il centrodestra che se lo accogliesse avrebbe possibilità di vincere, altrimenti sarebbe, allo stato attuale, in forte svantaggio.

La comparativa con i 4 scenari ipotizzati

Ecco una comparativa dei 4 scenari, con l’indicazione di quanti seggi le coalizioni conquisterebbero alla Camera e al Senato, per vedere a colpo d’occhio cosa cambia.

Scenario 1: si vota con lo Stabilicum e Vannacci entra nella coalizione del centrodestra

Alla Camera il centrodestra otterrebbe 226 deputati, il centrosinistra 157. Al Senato il centrodestra conquisterebbe 117 senatori, il centrosinistra 74

Scenario 2: si vota con lo Stabilicum, ma Vannacci resta fuori dal centrodestra

Alla Camera il centrosinistra 221 seggi, il centrodestra (senza Futuro Nazionale che ne prenderebbe da solo 25) si fermerebbe a 139. Al Senato il centrosinistra otterrebbe 110 senatori, il centrodestra 69 mentre Futuro Nazionale 12.

Scenario 3: si vota con il Rosatellum e Vannacci fa parte del centrodestra

Alla Camera il centrodestra otterrebbe 219 deputati, il centrosinistra 167. Al Senato il centrodestra conquisterebbe 106 seggi, il centrosinistra 88.

Scenario 4: si vota con il Rosatellum, ma Vannacci corre da solo

Alla Camera il centrosinistra prenderebbe 198 seggi, il centrodestra 169 mentre Futuro Nazionale 20, con il risultato che non esisterebbe una maggioranza. Al Senato il centrosinistra conquisterebbe 107 seggi ottenendo la maggioranza, il centrodestra 81 e Futuro Nazionale 10.

Ecco i quattro scenari in dettaglio

Scenario 1: nuova legge e Vannacci nel centrodestra

È lo scenario più favorevole alla coalizione di centrodestra. Con lo Stabilicum in vigore e Futuro Nazionale integrata nell’alleanza, la vittoria sarebbe netta sia alla Camera che al Senato: 226 seggi a Montecitorio contro 157 del centrosinistra, 117 a Palazzo Madama contro 74. Una maggioranza ampia, superiore alla soglia di sicurezza, che restituirebbe al centrodestra un controllo parlamentare solido.

Scenario 2: nuova legge ma Vannacci fuori dal centrodestra

Basta spostare il generale fuori dalla coalizione perché il quadro si ribalti completamente. Con lo Stabilicum e Futuro Nazionale che corre per conto proprio, è il centrosinistra a conquistare la maggioranza: 221 seggi alla Camera e 110 al Senato. In questo scenario, il partito di Vannacci diventerebbe un fattore di disturbo decisivo, capace di togliere al centrodestra i collegi necessari per governare.

Scenario 3: Rosatellum attuale e Vannacci nel centrodestra

Restando con le regole oggi in vigore, il centrodestra confermerebbe la vittoria anche con Vannacci in coalizione, ma con margini sensibilmente più contenuti: 219 a 167 alla Camera, 106 a 88 al Senato. Una maggioranza sufficiente, ma meno blindata rispetto allo scenario con la nuova legge.

Scenario 4: Rosatellum attuale e Vannacci da solo

È lo scenario più incerto e, per certi versi, più realistico in caso di elezioni anticipate a breve. Con il Rosatellum e Futuro Nazionale che si presenta autonomamente, alla Camera nessuno dei due poli raggiungerebbe la maggioranza assoluta: il centrosinistra arriverebbe a 198 seggi, il centrodestra a 169, Vannacci a 20. Al Senato, invece, la geografia elettorale e il premio di maggioranza regionale favorirebbero il centrosinistra con 107 seggi. In questo caso si aprirebbe uno stallo parlamentare vero, con un governo di minoranza o un accordo trasversale come unica via d’uscita.

Le preferenze contano ancora? Il nodo poco discusso dello Stabilicum

C’è un aspetto della nuova legge elettorale di cui si parla poco, ma che nei prossimi mesi diventerà centrale per ogni elettore: quanto peso avrà davvero la preferenza sulla composizione del futuro Parlamento?

Lo Stabilicum mantiene i capilista bloccati, il primo eletto di ogni lista è sempre quello indicato dal partito, ma lega la percentuale di eletti scelti direttamente dai cittadini alla forza elettorale della lista stessa. In altre parole, più voti prende un partito, più eletti arriveranno dalle preferenze espresse dagli elettori.

I numeri, calcolati sempre da YouTrend, sono chiarissimi. Con una lista al 10% dei voti, solo il 5% degli eletti verrebbe scelto tramite preferenza: praticamente tutti sarebbero decisi dai capilista bloccati. Salendo al 20%, la quota di eletti “dal basso” arriva al 34% alla Camera e al 27% al Senato. Ma è al 30% dei voti che si verifica il vero cambiamento: il 55% dei seggi della lista alla Camera e il 50% al Senato andrebbe a candidati scelti con la preferenza. In uno scenario del genere, la legge elettorale restituirebbe all’elettore un potere di scelta superiore a quello di oggi.

Rosatellum e Stabilicum in due righe

Per chi arriva a questo tema solo in questi giorni, un rapido ripasso. Il Rosatellum è la legge elettorale attualmente in vigore, in uso dal 2017: prevede una quota maggioritaria (circa un terzo dei seggi eletti in collegi uninominali) e una proporzionale con listini bloccati corti. Lo Stabilicum, approvato al Senato il 15 settembre, prevede un sistema proporzionale con sbarramento al 5%, circoscrizioni di dimensioni ridotte e un premio di maggioranza attribuito alla coalizione o al partito che raggiunge almeno il 35% dei voti. I capilista restano bloccati, ma il meccanismo delle preferenze, come visto, viene riattivato in proporzione alla forza della lista.

Prossimi passi: la partita torna alla Camera

La partita sullo Stabilicum non è ancora chiusa. Il testo approvato al Senato deve ora tornare alla Camera per l’ultima lettura, e lì i numeri sono molto più incerti che a Palazzo Madama. Tra emendamenti, voti di fiducia possibili e la pressione di un calendario elettorale che potrebbe anticipare tutto, il testo potrebbe cambiare ancora prima di diventare legge definitiva. Nel frattempo, la fotografia di YouTrend resta il miglior strumento a disposizione per capire come si muoverebbero i partiti se, come molti temono, le prossime elezioni arrivassero prima che la nuova legge elettorale entri pienamente in vigore.