E brava la Meloni che adesso imita direttamente Cetto La Qualunque e decreta l’abolizione del bollo auto, giusto in tempo per le elezioni. A occhio guadagnerà uno o due milioni di voti.
Ciro Sante
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Gentile lettore, ricordiamo che l’anno scorso l’abolizione parziale del bollo auto fu proposta da Pasquale Tridico. Al che Meloni, da Atreju, commentò sprezzante: “Una cosa che nemmeno Cetto La Qualunque”. Adesso s’è ricordata che Cetto è il suo filosofo di riferimento, vedi mille euro a tutti con un clic, via le accise sulla benzina, via le commissioni sul Pos, blocco navale dell’Africa, ecc. È la scuola della destra e di certa finta sinistra: tipo Renzi che prima del voto europeo elargì la mancia di 80 euro alla classe media, o Berlusconi con un milione di posti di lavoro, pensioni minime a mille euro e abolizione dell’Ici sulla prima casa (2006), che gli portò due milioni di voti. Poi, ovviamente, per compensare i Comuni della perdita di gettito fiscale, Berlusca lasciò che i municipi aumentassero i costi dei servizi pubblici diretti – mense scolastiche, asili nido, trasporti locali, strisce blu, ecc. – che da allora non sono più diminuiti e che paghiamo ancora. Beneficiare il popolo purché a pagare sia il popolo. L’abolizione del bollo auto per cilindrate medio-piccole vale solo per il 2027 e lo pagheremo noi. La premier della Garbatella ha annunciato che la misura diventerà “sistemica” con la finanziaria 2027, a dicembre dell’anno prossimo. Un’altra promessa che non sarà mantenuta, ci può scommettere quel che vuole. Per cui il mio avviso ai naviganti è: votare Meloni sarà inutile, oltre che dannoso.