Agente dell’ICE spara a un migrante durante un controllo a Austin in Texas: l’immigrato è grave. E nella città scoppia la rivolta

Agente dell'ICE spara a un migrante durante un controllo a Austin in Texas: l'immigrato è grave. E nella città scoppia la rivolta

Agente dell’ICE spara a un migrante durante un controllo a Austin in Texas: l’immigrato è grave. E nella città scoppia la rivolta

L’ICE, l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione e le dogane fortemente voluta da Donald Trump, torna al centro della cronaca statunitense per un nuovo episodio che ha suscitato forti polemiche. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Agence France-Presse, un uomo è rimasto gravemente ferito da un colpo d’arma da fuoco al torace esploso da un agente dell’ICE durante un inseguimento a piedi ad Austin, in Texas.

A darne notizia è stato il sindaco della città ed esponente del Partito Democratico, Kirk Watson, che si è detto “molto arrabbiato ed estremamente deluso che una persona sia stata colpita nelle strade di Austin dall’ICE”. Secondo il primo cittadino, l’episodio si inserisce in un contesto di “aumento significativo, quasi da un giorno all’altro” delle operazioni dell’agenzia federale per l’immigrazione nella capitale del Texas.

Ma non è tutto. Watson ha esortato le forze dell’ordine locali a indagare sull’accaduto, spiegando che “non sarebbe appropriato che l’ICE conducesse un’indagine da sola, escludendo gli altri”.

Agente dell’ICE spara a un migrante durante un controllo a Austin in Texas: l’immigrato è grave. E nella città scoppia la rivolta

Secondo quanto riferito dalla CNN, l’uomo avrebbe 28 anni e sarebbe un immigrato venezuelano privo di documenti, destinatario di un provvedimento definitivo di espulsione. Lavorava come fattorino per DoorDash quando è stato ferito, rendendo necessario il suo trasferimento d’urgenza in ospedale, dove versa in condizioni gravi ma stabili.

Il ferimento ha inoltre provocato proteste ad Austin. Secondo la CNN, subito dopo l’accaduto numerose persone sono scese in piazza dando vita a manifestazioni spontanee e pacifiche per contestare le operazioni dell’ICE e chiederne lo stop.